10 pubblicità censurate e rifiutate che nessuno ha mai visto.

Capita spesso di vedere tanta creatività nelle agenzie pubblicitarie. A volte però la loro creatività si spinge oltre. solo allo scopo di trovare un idea che colpisca ed attiri l’attenzione del pubblico e/o del consumatore, oltrepassando quello che è il confine del buon gusto e finendo con l’essere censurate o addirittura rifiutate dal cliente.  La pubblicità può suscitare simpatia, originalità, il valore artistico, la sagacia. In alcuni casi, l’elemento principale delle pubblicità è la trasgressione. Ma la trasgressione è un’arma a doppio taglio. Alcune campagne pubblicitarie progressiste rischiano di essere troppo avanti rispetto alla mentalità della società in cui si collocano. Quindi bisogna cercare di mantenere il giusto equilibrio fra impatto per colpire l’osservatore, e rispetto delle aspettative e dei valori del pubblico. Molto spesso questo diventa difficile ed ecco cosa ne viene fuori. Ecco quali sono le 10 pubblicità censurate e rifiutate che nessuno ha mai visto.

Un’agenzia creativa sudamericana aveva proposto questa pubblicità al WWF per comunicare il messaggio che la deforestazione ogni anno fa più vittime degli attentati dell’11 settembre. Il WWF ha rifiutato l’idea.

Un’altra agenzia aveva proposto a Greenpeace questa pubblicità, il cui messaggio era “se il sole non splende dal tuo culo, usa una lampadina a risparmio energetico”

Cosa c’è meglio di una birra? Una donna? No, non è abbastanza: una donna deve avere almeno tre seni per essere meglio della birra… almeno secondo una controversa campagna pubblicitaria.

La campagna di un bookmaker irlandese ha voluto evidenziare che si può scommettere proprio su tutto.

Un’agenzia pubblicitaria aveva proposto alla Energizer questa campagna, che avrebbe voluto evidenziare che le pile vanno bene per qualsiasi utilizzo e durano una vita intera… La campagna è stata rifiutata.

I tacchi a spillo possono uccidere gli uomini… Mi verrebbe da dire: un’arma femminile a portata di piedi.

Il fumo crea dipendenza e fa diventare prigionieri, come un pesce attaccato all’amo.

Gucci ha lanciato, qualche tempo fa una campagna molto provocatoria che è stata censurata in diversi paesi.

La pubblicità di una banca russa voleva comunicare agli investitori che secondo loro l’euro avrebbe “preso il sopravvento” sul dollaro.

 

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