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Alcuni ragazzi cavalcano una tartaruga in via di estinzione mentre depone le sue uova in spiaggia…

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L’imbecillità degli esseri umani a volte è davvero schioccante. Facebook, YouTube e gli altri social media ne sono pieni. E già, perché la stupidità è un best seller, da che mondo è mondo. Lo sapeva bene Orazio nel primo secolo avanti Cristo. Lo sappiamo benissimo noi, nel ventunesimo dopo.

La prova, se mai ce ne fosse bisogno, ci viene da un filmato diffuso ai primi di luglio da una spiaggia dell’Indonesia.

Vi si vede un gruppo di persone che si diverte a “cavalcare” e infastidire una grande tartaruga marina intenta a deporre le uova.

La povera bestia era arrivata in spiaggia obbedendo a un ancestrale e potente imperativo biologico, quello della riproduzione. Ma non aveva fatto i conti col branco di imbecilli patentati che l’ha accolta in riva al mare.

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Imbecilli tutti muniti di smarphone, ovviamente. Perché il cretino non sarebbe tale se non provvedesse a immortalare le sue imprese a beneficio dei posteri.

O a beneficio di altri decerebrati come lui che passano le giornate a guardare filmatini scemi sugli innumerevoli schermi connessi alla rete.

Diceva Andy Warhol che un quarto d’ora di celebrità non si nega a nessuno.

I grandi Fruttero & Lucentini anni fa avevano capito tutto, quando dettero alle stampe “La prevalenza del cretino”.

L’homo cretinus, passateci la classificazione maccheronica, è davvero la creatura più resiliente dell’universo creato. Passeranno le ere geologiche, ma il cretino rimarrà saldo, imperterrito, supremo vincitore proprio in virtù della sua inenarrabile idiozia.

In tutto questo, lo “spettacolo” della povera tartaruga usata come un grande giocattolo semovente è non solo avvilente, ma secondo noi tragico.

Assistere al miracolo della vita che si perpetua dovrebbe riempirci di rispetto, meraviglia e perfino commozione, sempre che si possegga ancora il senso del sacro.

Il problema è che la maggior parte di noi ormai non sa più neanche come si scrive, “sacro”.

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