Allarme pesce contaminato: solo in questo esemplare sono presenti ben 17 farmaci.

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Arriva come una doccia fredda questo nuovo allarme e riguarda il pesce contaminato.

Questa volta non si tratta di mercurio o di microplastiche, ma di sostanze molto più preoccupanti!

A diffondere la notizia in Italia è GreenMe, nota rivista telematica di settore, sempre pronta a difendere la salute nostra e del pianeta! Ma di cosa si tratta? Cosa è successo?

Gli scienziati americani hanno voluto analizzare un pesce molto diffuso nelle acqua dell’oceano Atlantico: il bonefisch, o Albula Vulpes. La Florida International University in collarborazione con l’Università svedese di Umeå e gli esperti del Bonefish & Tarpon Trust, ha condotto una ricerca continua a partire dal 2018 per motivare il declino della specie. Cosa ha scoperto?

Vediamolo insieme!

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Allarme pesce contaminato: solo in questa specie sono presenti ben 17 farmaci

Prima di scoprire cosa è emerso dalle analisi chimiche è bene chiarire le caratteristiche di questa specie. Il bonefish è un pesce di acqua salata, con una testa amplia e oblunga, un corpo affusolato e una bocca abbastanza piccola. Si nutre di crostacei, molluschi e vermi.

La squadra scientifica internazionale ha ispezionato e campionato per 93 pesci, riscontrando in ognuno la presenza di almeno 7 farmaci differenti, in un esemplare il numero di medicinali era addirittura pari a 17. Lo spettro dei residui chimici è amplissimo: si va dagli antibiotici, agli antidolorifici, dagli antidepressivi, agli analgesici, fino a prodotti specifici per la cura di prostata o depressione.

Da dove provengono queste tracce evidenti ed inquietanti, silenziose ed invisibili al contrario delle fioriture algali, ad esempio? Derivano tutte dalle acque reflue e dai problemi collegati ad una mancata depurazione da parte delle infrastrutture preposte.

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Un dato allarmante, considerando che queste sostanze, se non trattate da un sistema capace di smaltirle e isolarle, finiscono in mare. Nel mare nuotano e si nutrono tutti gli esseri che lo popolano, e noi, a nostra volta, portiamo in tavola e sui nostri piatti alimenti contaminati e pericolosissimi per la nostra salute.

L’inquinamento farmaceutico deve rientrare tra le priorità da risolvere entro tempi brevissimi, ne va del benessere del pianeta.

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