Aloe Vera: l’antica pianta dell’immortalità veniva usata per curare oltre 50 patologie

Abbiamo parlato più volte di Aloe Vera, una pianta oggi largamente apprezzata ed utilizzata nella produzione di cosmetici e rimedi naturali per il benessere della pelle e dell’intero organismo. Cosa ha reso l’Aloe una pianta così “famosa”? Ad attrarre verso di lei questo vivo interesse sono le sue indiscutibili proprietà antibatteriche e antifungine, oltre al ricco contenuto di vitamine e minerali che rendono il suo succo una sorta di pozione magica.

Non siamo stati noi, popolazioni moderne, a scoprirne i numerosi benefici. Al contrario, le prime tracce del suo utilizzo seimila anni fa.

Aloe Vera nell’Antico Egitto

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La pianta aveva un ruolo preminente nella quotidianità degli antichi egizi, che si servivano dei suoi benefici anche in casi estremi… dopo la morte! Proprio così, il suo gel veniva impiegato per imbalsamare i defunti, con lo scopo di preservarne il corpo e dunque assicurare loro “l’eterna vita”. La stessa pianta costituiva uno dei più importanti doni al faraone in occasione dei riti funebri.

Aloe Vera nell’Antica Roma

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A portare la pianta nell’Antica Roma fu Dioscoride, noto medico e botanico che dedicò all’aloe un capitolo del suo manuale De Materia Medica. Il medico ne consigliava sia l’uso esterno (problemi della pelle) sia l’uso orale, ad esempio per curare disturbi intestinali.

Aloe Vera nella Cina Antica

Non poteva mancare nella cultura cinese, nota in tutto il mondo per la sua medicina tradizionale che prevede l’uso di piante ed elementi naturali per sopperire ai disturbi dell’organismo. In questo caso, il suo succo (o gel) veniva lasciato essiccare prima dell’utilizzo e prendeva il nome di Lu Hui. Restando in Oriente, l’Aloe Vera era apprezzata anche in Giappone, dove invece la riservavano alle cure dei samurai.

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Nel resto del mondo

A Gerusalemme, nel periodo delle Crociate, questa pianta costituiva uno degli ingredienti di una bevanda molto particolare, il vino di palma, aloe e canapa. Dai tre componenti traeva origine quello che ritenevano essere un elisir capace di allungare la vita dei guerrieri.

L’India vide nell’Aloe non solo un’ottima pianta officinale ma anche un fruttuoso business, tanto da dedicare ampie zone di terreno alla sua coltivazione. Colsero la stessa occasione gli olandesi, che dopo averne constatato le potenzialità, decisero di dare vita a piantagioni sulle isole conquistate.

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