Anche i pesci hanno crisi da astinenza da droga: per colpa nostra

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Anche i pesci hanno crisi da astinenza da droga: per colpa nostra

Anche i pesci hanno crisi da astinenza da droga: per colpa nostra. Dopo esser passate per l’organismo dei drogati le sostanze finiscono nelle fogne e da lì nei fiumi, dove i pesci ci entrano a contatto e finiscono pure loro drogati e con crisi da astinenza.

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Lo dice una ricerca condotta nella Repubblica Ceca, ma crediamo che la cosa valga più o meno per tutti i Paesi industrializzati (e non solo). Sarebbe interessante, per esempio, sapere quanti metaboliti della cocaina finiscono nel Tevere o nei navigli di Milano, ma lasciamo perdere…

Ma si diceva della ricerca condotta nella Repubblica Ceca. Lo studio ha riguardato l’impatto sui pesci delle metanfetamine. Le metanfetamine inquinano i fiumi di tutto il mondo, con delle concentrazioni che vanno da qualche nanogrammo a qualche dozzina di microgrammi per litro d’acqua.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Experimental Biology, sembra dimostrare che anche quantità minime di metanfetamina possono essere sufficienti a causare dipendenza nei pesci e quindi anche vere e proprie crisi da astinenza. Peraltro questa conclusione è contestata da altre fonti.

Pesci con crisi da astinenza? C’è chi dubita

Per esempio dal dottor Gabriel Bossé, ricercatore all’università dello Utah. Spiega Bossé: «Sembra che il desiderio di metanfetamina (nei pesci oggetto dello studio, delle trote) venga meno dopo pochi giorni», il che secondo lui non sembra abbastanza per parlare di vera e propria dipendenza.

Peraltro lo stesso Bossé nota che «se si possa parlare di pesci drogati oppure no, resta da vedere, ma quel che è certo è che dopo l’incontro con la droga il loro comportamento cambia», il che, osserva ancora lo studioso, potrebbe ostacolare la ricerca del cibo, la difesa dai predatori e anche la loro capacità di riproduzione allo stato libero.

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La ricerca ha coinvolto 120 trote, delle quali 60 sono state riunite in un acquario di acqua incontaminata e 60 in uno con tracce di metanfetamina (un microgrammo per litro).

Questo secondo gruppo è stato tenuto in quell’acquario per due mesi, per simulare gli effetti di una significativa esposizione alla droga.

Passati i due mesi, le 60 trote esposte alla droga sono state tenute per 10 giorni in un acquario “pulito”, per vedere se per caso avrebbero mostrato segni di astinenza.

Per verificare questo, i ricercatori hanno fatto in modo che le trote potessero scegliere in quali acque nuotare, anche se i due flussi non si mischiavano. Quando le trote “drogate”, hanno mostrato una preferenza per il flusso d’acqua con tracce di droga, i ricercatori hanno ritenuto che questo valesse come segno di dipendenza.

 

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