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Armine, la modella di Gucci attaccata sui social per la sua bellezza “non convenzionale”

armine harutyunyan
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Armine, la modella di Gucci attaccata via social per la sua bellezza “non convenzionale”.

Basta fare una passeggiata per New York, possibilmente lontano dalla Quinta Avenue e Central Park, e ci si accorge presto che il panorama umano della Grande Mela è quanto di più variegato e multietnico ci possa essere.

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Molto concentrato, molto in piccolo (se si può usare questo aggettivo per New York), quel microcosmo è lo specchio dell’America, che è predominantemente “bianca” e Wasp, sì, ma anche latina, asiatica, nativa, indiana (dell’India) e quant’altro.

E soprattutto, come succede dappertutto, non tutti sono alti e belli, non tutti sono biondi e con gli occhi azzurri, non tutti hanno una faccia da casting (e tra una faccia da casting e una da c… a volte il passo è brevissimo…).

Eppure, almeno a guardare i film mainstream, la robaccia che di questi tempi ci ammorba da Hollywood e dintorni (è pieno di supereroi dei fumetti: ma che fine ha fatto il cinema “adulto”?), sembra che il mondo sia fatto solo di gente strafiga: tutti belli, tutti glamour, tutti fatti con lo stampino. Idem naturalmente con le riviste di carta, la pubblicità e il gossip in generale.

https://www.instagram.com/p/CEOokyfspGK/

Quello è il modello globale, quella è l’immagine cui tutti gli adolescenti aspirano ad assomigliare. E guai a chi non si conforma.

Armine, la modella di Gucci attaccata per la sua bellezza “non convenzionale”

Ma c’è chi dice no. Per esempio la casa di moda Gucci, che per la sua ultima sfilata parigina della Fashion Week tra le sue modelle ha inserito Armine Harutyunyan, una ragazza americana dalla bellezza diciamo molto non convenzionale.

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E non bastasse il suo viso un po’ alla Rossy De Palma (una delle donne di Almodovar), la fanciulla è pure di origine armena: e dunque è come se appartenesse a una minoranza dentro a una minoranza. Insomma, non solo “brutta”, ma anche armena.

Inutile dire che l’esercito dei troll e degli haters, sempre in servizio permanente effettivo, non ha perso tempo ad azzannare la povera ragazza. I commenti al vetriolo si sprecano e come sempre dicono molto di più su chi li scrive che sull’oggetto degli insulti.

Body shaming a manetta, dunque. Ma Alessandro Michele, attuale direttore creativo di Gucci, tira dritto.

Le sue saranno pure ragioni di marketing (parlate anche male di me, ma parlate), ma l’ora di far vedere al mondo che là fuori c’è molto di più che Claudia Schiffer, con tutto il rispetto, diremmo che era passata già da un pezzo.


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