Autismo: sintomi, cause scatenanti e cura

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Autismo: sintomi, cause scatenanti e cura.

Autismo: sintomi

L’autismo è un grave disturbo (o malattia) dello sviluppo neurologico. Chi ne è affetto subisce una compromissione della capacità di interagire e comunicare con gli altri, è spesso prigioniero di comportamenti ripetitivi e vede limitati in maniera drammatica la sfera dei suoi interessi.

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Si tratta di una condizione di carattere permanente e che produce conseguenze pesanti fin dalla prima infanzia.

Dal punto di vista epidemiologico, secondo alcune ricerche condotte nel Regno Unito l’autismo colpirebbe un soggetto ogni cento, con una marcata prevalenza per la popolazione maschile (circa 4 a 1).

Per il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali alla condizione di “autismo” fanno capo, oltre all’autismo vero e proprio, la sindrome di Asperger, il disturbo disintegrativo dell’infanzia e il disturbo pervasivo dello sviluppo. Queste condizioni sono ricomprese nell’autismo perché ne sono a tutti gli effetti delle sottospecie.

Autismo: sintomi e complicanze

Una persona autistica può manifestare i primi sintomi della malattia già verso i due o tre anni, ma di solito la condizione appare ovvia al primo contatto con la scuola, dove il soggetto autistico manifesta inequivocabilmente problemi di interazione e socializzazione.

Va detto che i sintomi dell’autismo sono molto vari, sia per tipo che per gravità. Si può affermare che in effetti ogni soggetto autistico è un caso a sé, differente da tutti gli altri.

Per quanto riguarda i problemi di comunicazione e interazione con gli altri dei soggetti autistici, vanno menzionati come sintomi: un ritardo nello sviluppo del linguaggio; la tendenza a non parlare; la tendenza a ripetere certe frasi o parole; la tendenza a parlare in tono monocorde e impersonale; la tendenza a interpretare alla lettera ogni cosa ascoltata e quindi, spesso, l’incapacità di cogliere l’umorismo o il sarcasmo; la tendenza a non rispondere se chiamati per nome; il disinteresse e talvolta il fastidio per coccole e gesti di affetto; la tendenza a preferire giochi solitari; scarso o nullo interesse a fare amicizia coi compagni.

Autismo: cause scatenanti

In ambito scientifico e clinico il dibattito sulle cause dell’autismo è ancora aperto. Secondo alcune teorie sarebbe dovuto a fattori genetici, secondo altre, inciderebbero fattori ambientali.

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Che questa malattia possa dipendere da cause genetiche potrebbe ricavarsi da diverse osservazioni: il fatto che spesso i soggetti autistici hanno, o hanno avuto, parenti con problemi simili; il fatto che alcuni soggetti con autismo sono anche colpiti da particolari malattie genetiche, tra le quali la sindrome dell’X fragile, la sindrome di Williams, la sindrome di Rett; il fatto che alcuni esperimenti abbiano evidenziato l’esistenza di geni coinvolti nello sviluppo del cervello e nel controllo delle funzioni cerebrali che sono compromesse quando c’è autismo.

Va peraltro sottolineato che al momento non c’è prova di un legame tra determinati geni e l’autismo: in altri termini non si è potuto dimostrare che ci sia una correlazione tra certe mutazioni e una qualunque forma della malattia.

Quanto ai fattori ambientali, secondo alcuni inciderebbero: la nascita prematura; l’abuso di alcol in gravidanza; l’assunzione di determinati farmaci in gravidanza; l’esposizione della madre a un massiccio inquinamento dell’aria; infezioni contratte dalla madre durante la gestazione; l’età avanzata dei genitori.

Anche per i fattori ambientali, però, come già per quelli genetici, allo stato non c’è dimostrazione di una causalità rispetto all’autismo.

Autismo: cura

Non c’è ancora una cura specifica che guarisca da questa condizione. Esistono però dei
trattamenti di supporto attraverso i quali si possono ridurre i problemi indotti dall’autismo e massimizzare le capacità residue e latenti dei soggetti malati.

È chiaro che prima si interviene e meglio è: i trattamenti cui abbiamo accennato comportano molte ore settimanali di terapia e condotte da specialisti diversi.

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