Boy George: vita privata, età, carriera, Instagram, amori e curiosità sul cantante

Scopriamo di più sulla vita privata di Boy George, cantante e leggenda della musica contemporanea.

Non stiamo esagerando: i successi discografici strepitosi, la personalità eccentrica e sempre fuori dalle righe, il talento innato e, come tanti artisti, la vita a tratti travagliata, rendono Boy George non solo un’icona musicale degli anni ’80, ma uno dei più grandi musicisti e performer di sempre.

Per anni leader dei Culture Club, il cantante londinese ha scritto pagine memorabili della musica, ma ha fatto parlare di sé anche per vicende extra artistiche.

Ecco qualche informazione che lo riguarda.

Chi è Boy George: età, carriera, i problemi di droga e Instagram

boy george vita privataGeorge Alan O’Dowd, in arte Boy George, è nato a Londra il 14 Giugno del 1961.

La passione per la musica si manifestò in lui da giovanissimo e quando per caso, in un club, incontrò il bassista Mike Craig, la sua vita cambiò per sempre.

I due infatti, decisero di formare una band e dopo qualche tentennamento sul nome da darle, nacquero i Culture Club.

Fu l’inizio di un’avventura entusiasmante e di una carriera destinata a restare nella storia.

Con Do you really want to hart me, i Culture Club letteralmente schizzarono in cima alle classifiche mondiali conquistando pubblico e critica, per poi addirittura migliorarsi ancora con Colour by Numbers.

Questo loro secondo album infatti, contiene il loro più grande successo di sempre, Karma Chameleon, e quello che viene considerato il loro capolavoro, Victims.

Ma come purtroppo spesso accade, raggiunto l’apice diventa più facile cadere.

Nella seconda metà degli anni ’80 l’armonia del gruppo, non si sa perché, si ruppe ed i Culture Club si sciolsero ufficialmente nel 1987.

Subito dopo la conclusione di questa irripetibile esperienza, il musicista inglese pubblicò il suo primo album da solista, Sold, un grande successo, che da quel momento in poi non sarebbe più riuscito a raggiungere.

Irriverente, colorato ed estroso come sempre, all’inizio degli anni ’90, con lo pseudonimo di Angela Dust, Boy George divenne il leader di una nuova band, i Jesus Loves You, con cui ebbe un discreto riscontro.

La cover di The Crying Game, colonna sonora del film La moglie del soldato (1992) e Taboo, un musical sulla sua indubbiamente singolare vita dove ha anche recitato, sono stati gli ultimi successi dell’ex Culture Club.

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I problemi di droga e la morte di Michael Rudetsky

A contribuire allo scioglimento della band fu forse anche il problema di dipendenza dalle droghe di Boy George.

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Per l’artista furono anni bui, difficili e, paradossalmente, la rinascita avvenne in concomitanza di una tragedia.

Nel 1986 infatti, il tastierista Michael Rudetsky fu ritrovato morto proprio nell’appartamento del frontman dei Culture Club.

Il dolore e la paura furono la sveglia che spinse Boy George a disintossicarsi e ad uscire dal pericoloso tunnel che aveva imboccato.

Vita privata: l’omosessualità e la relazione con Jon Moss

La vita sentimentale di Boy George è stata finora piuttosto travagliata.

Il cantante e autore, che di certo non ha mai difettato in coraggio e sincerità, è stato uno dei primi artisti a dichiarare e a mostrare apertamente la propria omosessualità.

Negli anni ’80 questo tipo di comportamento era tutt’altro che scontato e lui non si preoccupò mai più di tanto di ciò che il resto del mondo potesse pensare e delle possibili conseguenze.

Oltre al talento indiscutibile, di lui restano indimenticabili i lunghi capelli rossi, gli occhi bistrati e l’effeminatezza sfrontata.

Del resto, l’aspetto esteriore è da sempre parte del fascino di Boy George.

Tornando ai suoi amori, fu chiacchieratissima la relazione con Jon Moss, batterista dei Culture Club.

Probabilmente non è un caso se il loro scioglimento sia avvenuto subito dopo la burrascosa rottura tra i due.

Recentemente, durante alcune interviste, l’artista britannico ha dichiarato di non avere storie d’amore da molto tempo.

Dopo legami “mordi e fuggi”, George starebbe vivendo una sorta di prolifica “pace dei sensi” che lo porta a scrivere molto anche se diversamente rispetto al passato.

Se prima, ha ammesso, attingeva dalle situazioni drammatiche per comporre, ora “[…] leggo un sacco e cerco di trovare altri modi per scovare dei soggetti sui quali scrivere. In ogni caso, ci sono così tante canzoni sull’amore che sono state scritte. Io cosa potrei aggiungere di nuovo?” ha detto.

Insomma, nulla e nessuno può fermare Boy George e la sua voglia di fare musica e di questo il mondo lo ringrazia.

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