Caffè: proprietà, benefici e valori nutrizionali

proprietà del caffè

Caffè: proprietà, benefici e valori nutrizionali.

Il caffè: proprietà

Uno dice caffè e pensa alla caffeina, ma il caffè non è solo caffeina. In realtà nel caffè sono presenti centinaia di sostanze che tutte insieme ne determinano profumo, gusto ed effetti.

Pure la caffeina può essere presente in quantità anche molto diverse a seconda della miscela. Nella qualità Arabica è presente in una percentuale tra 0,8 e 1,4, mentre nella Robusta varia tra 1,7 e 4 per cento.

Nel caffè sono anche presenti molte componenti cosiddette “volatili” che contribuiscono grandemente al suo aroma.

Altri componenti di notevole interesse del caffè sono gli acidi clorogenici. Si tratta di polifenoli che hanno mostrato una certa efficacia antinfiammatoria e antiossidante, ma anche di riduzione della pressione del sangue, anche se la caffeina, di suo, parrebbe a farla aumentare.

A seconda della miscela e del grado di tostatura dei chicchi, la quantità di questi composti può variare fino a trenta volte: in generale più sono tostati, meno acido clorogenico possiedono.

Ma sull’effetto antiossidante dell’acido clorogenico incide anche la circostanza se il caffè viene preso con il latte o senza. S’è visto infatti che se si mette il latte (vaccino), l’effetto antiossidante diminuisce oltre la metà.

 

Per quanto riguarda gli effetti del caffè sul sistema cardiovascolare (e in particolare sulla pressione), uno studio abbastanza recente della Queen Mary University di Londra ha concluso che sarebbe possibile consumare fino a 25 tazzine di caffè al giorno senza patire effetti collaterali sul sistema cardiovascolare.

La ricerca, va detto, trova il conforto di molti altri studi, secondo i quali consumare caffè avrebbe un effetto nullo sulla pressione, o addirittura, in certi casi, perfino positivo e benefico.

Caffè: i benefici

Ci sono studi di popolazione che sembrano collegare il consumo regolare di caffè a effetti a lungo termine tutt’altro che trascurabili. Per esempio una minore incidenza di Parkinson, diabete, cirrosi epatica e anche depressione.

Non solo, consumare il caffè porterebbe a una generale riduzione della mortalità: insomma, bevi caffè e vivrai più a lungo.

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Peraltro va detto che studi di questo tipo se pure trovano una correlazione tra il consumo di una sostanza e certi effetti benefici, non ci possono dire molto sull’esistenza o meno di una effettiva relazione di causa-effetto.

In altri termini: correlazione non vuol dire necessariamente causalità.

Caffè: valori nutrizionali

Per tutto quanto s’è detto fin qui, dovrebbe risultare abbastanza ovvio che i valori nutrizionali del caffè sono praticamente inesistenti.

C’è però da dire dell’apporto calorico. Anche le calorie del caffè sono praticamente nulle, a meno che non lo prendiamo con lo zucchero.

Diciamo che di massima un caffè con un cucchiaino di zucchero dà 25 chilocalorie; un caffè solo macchiato 10 chilocalorie; macchiato e zuccherato 35 chilocalorie.

Peraltro, da un punto di vista squisitamente tecnico, si potrebbe anche affermare che il caffè è una bevanda che stimola un consumo di calorie maggiore di quello che apporta, anche se le quantità in gioco sono quasi infinitesimali.

Il caffè può dare dipendenza?

L’opinione prevalente è che il consumo di caffè non comporti il rischio di una dipendenza patologica.

Quel che è certo è che col passare del tempo il consumo di caffè può indurre tolleranza, ovvero gli effetti possono affievolirsi.

Non c’è dubbio, infine, che ci possa essere una sindrome da astinenza nelle persone che lo consumano abitualmente. Può esserne un sintomo, per esempio, il mal di testa che a volte colpisce gli impiegati nel fine settimana, quando sono lontani dalla macchinetta del caffè dell’ufficio.

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