Capire se l’olio d’oliva è buono o rancido in 2 mosse: curiose?

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Non è sempre facile capire se l’olio d’oliva sia o meno irrancidito.

Parliamo del re tra gli ingredienti della dieta mediterranea. In particolare, se extravergine, ha significative proprietà antiossidanti grazie agli acidi monoinsaturi di cui è composto. È proprio per la loro presenza che risulta in grado non solo di contrastare l’attacco dei radicali liberi, ma anche di mantenere inalterata l’elasticità cutanea.

Per godere appieno dei suoi benefici, però, è necessario poter contare su un prodotto di prima qualità, fresco di spremitura. In caso contrario, infatti, le sue caratteristiche organolettiche non risultano assimilabili né attraverso l’alimentazione, né nell’uso cosmetico. Essendo un estratto naturale è deperibile; la sua scadenza avviene, in genere, a due anni dall’imbottigliamento.

Come riconoscerne la sua bontà in assenza di un’etichetta che ci aiuti nell’impresa? Curiose? Iniziamo!

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Capire se l’olio d’oliva è buono o rancido: ecco come fare

Vediamo innanzitutto come identificare un prodotto di qualità: l’olio extravergine d’oliva, appena spremuto, ha un sapore forte e corposo che si stempera con il passare del tempo. La sua acidità si assesta intorno allo 0,8% e il suo colore vira dal verde chiarissimo e il giallo paglierino. A determinarne le sfumature sono principalmente i caroteni presenti in minore o maggiore quantità. Se troppo limpido o incolore, non fidatevi: questo implica un’assenza di sostanze nutritive importanti.

Al contrario, l’olio rancido ha un odore persistente e pungente. Ricorda vagamente quello di umido, di muffa o di alga d’acqua dolce. Il suo gusto è amaro e stantio, e rimanda alle arachidi rinsecchite. Se lo assaggiate e la vostra lingua vi sembra impastata, allora, siate certe che il prodotto è vecchio e andato a male. Inutile tentare di riutilizzarlo in qualche modo, meglio disfarsene, non apporterà nessun beneficio neppure per un uso cosmetico.

Se, invece, lo avete appena acquistato, riportatelo al venditore e avvisatelo, ve ne sarà grato. Infatti, una o più olive ammuffite, potrebbero aver contaminato un’intera partita, facendo fermentare l’oro liquido dell’alimentazione italiana.

Capire se l’olio d’oliva

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