Carne sintetica: carne si ma senza macellare alcun animale. Di cosa si tratta?

carne sintetica una nuova concezione 3

Se ancora non ne avete sentito parlare, è giunto il momento di far luce su un argomento molto dibattuto: la carne sintetica.

Di cosa si tratta? Di un alimento “coltivato”, avete letto bene!

A spiegarlo è Animal Equality, una società attiva nella difesa degli animali da allevamento, ma a darne notizia in Italia è GreenMe, nota testata informatica sempre in prima linea per tutelare la salute nostra e dell’ambiente.

In breve, viene annunciato che a partire da ora fino al 2030, la produzione di carne di manzo e pollo arriverà a sfiorare le 13mila tonnellata, ma senza macellare alcun animale, grazie al potenziamento delle strutture preposte.

L’idea nasce negli USA è prende il nome di “no-kill” o “clean meat”, è qui che si stanno costruendo i più grandi bioreattori del mondo per la produzione di carne sintetica.

Lo dichiara la Good Meat, l’unica società che ha ottenuto l’approvazione per distribuire il suo prodotto sul mercato, prelevando le cellule da banche apposite o da uova, senza uccidere il bestiame. La commercializzazione è iniziata Singapore nel dicembre 2020.

Cerchiamo di capire meglio tutti i pro e i contro di questo alimento di nuova concezione.

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Carne sintetica: una nuova concezione alimentare sta conquistando i

La carne sintetica, come già specificato, non deriva dalla macellazione.

Viene coltivata in vitro, a partire dal prelievo di cellule muscolari di manzo, pollo, pesce o delle uova. Gli scienziati nutrono il nucleo iniziale con proteine specifiche per accrescerlo e generare nuovi tessuti. A processo avviato, non serve aggiungere altre cellule provenienti da un organismo vivente, perché il procedimento ingegneristico futurista permette repliche continue in laboratorio.

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Ora sorge spontanea una domanda: questo prodotto può essere considerato vegano?

A ben guardare no, perché deriva da cellule animali. Se, però, la scelta alimentare di non consumare carne è legata alla compassione verso altri esseri viventi, allora la carne sintetica rappresenta una soluzione etica e ottimale, giacché esclude sofferenza e macellazione del bestiame. Qualora prendesse piede, poi, si potrebbe ipotizzare un futuro roseo per gli animali da allevamento, un domani cruelty free.

Esiste, però, come sempre, l’altro lato della medaglia: non siamo attualmente in grado di stimare il costo di ogni bioreattore in termini di emissioni nocive per l’ambiente.

Per ora, quindi, il giudizio resta sospeso in attesa di maggiori riscontri.

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