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Da Armani a Benetton: Ecco tutti i colossi della moda in europa che sfruttano i lavoratori in Romania

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Parlano di Made in Italy e si fanno pagare caro perché sono capi firmati, ma in verità viene quasi tutto prodotto all’estero e sfruttando la gente.

Il caso di cui parleremo oggi riguarda le grandi firme che operano in Romania, paese che, di fatto, è il più grande produttore di abbigliamento in Europa. Eppure i lavoratori vengono sfruttati, così come apprendiamo dal nuovo rapporto della Campagna Abiti puliti.

I salari sono da fame, un lavoratore riferisce:

Sto restituendo un prestito mentre guadagno 150 euro al mese. Soldi chiesti non per acquisti di lusso, ma per pagare le mie cure mediche”.

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E, difatti, circa il mezzo milione di persone che lavorano nelle quasi 10mile fabbriche dell’industria della moda rumena, ha una disparità salariale con gli altri paesi europei davvero enorme, con un salario inferiore al minimo legale, pari al 17% del salario vivibile. Solo il 14% degli intervistati riceve una paga media regolare.

Queste persone riescono a tirare avanti indebitandosi o grazie all’agricoltura di sussistenza, che viene condotta dopo aver lavorato tutto il giorno in fabbrica e grazie agli aiuti delle loro famiglie, che spesso migrano in Europa occidentale e che riescono a trovare un lavoro nell’edilizia o nell’agricoltura.

Questi capi firmati vengono esportati in Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Belgio.

Siete curiosi di sapere di quali firme stiamo parlando? Ce lo dice una nota stampa della campagna.

I marchi rilevati durante le indagini spaziano da discount e aziende di fast fashion a marchi del lusso di alta gamma, tra cui Armani, Aldi, Asos, Benetton, C&A, Dolce & Gabbana, Esprit, H&M, Hugo Boss, Louis Vuitton, Levi Strauss, Next, Marks & Spencer, Primark e Zara (Inditex)”.

E come se non bastasse, tutti i lavoratori si son lamentati di essere vittime di bullismo, con maltrattatemi verbali, minacce di licenziamento e accesso limitato o mancato all’acqua!

La Clean Clothes Campaing chiede all’Unione Europea di agire e fare in modo che vengano garantiti i salari minimi e condizioni di lavoro dignitose in tutti gli Stati membri.


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