Dopo la carne il latte? Scopri il latte prodotto in laboratorio

latte prodotto in laboratorio?

Dopo la carne il latte? Scopri il latte prodotto in laboratorio.

Sono migliaia di anni che la gente beve latte prodotto dalle mucche e da altri mammiferi (capre, pecore ecc.), ma forse questa lunghissima tradizione sta per finire.

Uno degli sviluppi più curiosi e interessanti della tecnologia degli alimenti, infatti, vede la possibilità, di qui a qualche anno, di produrre latte artificiale.

Artificiale non nel senso del latte in polvere che si usa per lo meno dagli anni Sessanta per i neonati, ma proprio nel senso di un latte che sembra in tutto e per tutto latte vaccino, anche se non proviene affatto da una mucca.

Dopo la carne il latte? Scopri il latte prodotto in laboratorio

È un po’ la storia della carne artificiale, che oscilla tra il tentativo di ottenerla dal siero fetale bovino, che implica necessariamente la macellazione delle mucche gravide, e quello di ricavarla invece interamente da materia vegetale, però con un’aggiunta fondamentale, l’eme, che è la sostanza che dà alla carne il sapore di carne.

Con il latte fatto in laboratorio si persegue la seconda strada, ovvero produrre (vero) latte a partire da sostanze vegetali. Niente mucche, quindi, e niente inquinamento da allevamenti intensivi.

Per la produzione di massa, però, il sospetto è che si dovrà aspettare ancora qualche anno.

A differenza del latte vegetale (di soia, per esempio), si dice che questo latte prodotto in laboratorio sarà identico a quello di mucca, sia come nutrienti che come sapore.

Se la carne artificiale (almeno secondo una direzione di ricerca), però, viene “coltivata” a partire da cellule animali, il latte lab viene da lieviti modificati

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Il segreto è replicare le proteine del latte e questo richiede la fermentazione. Una società pioniera nella produzione del latte di laboratorio, l’americana Perfect Day, impiega il Trichoderma reesei, un lievito, per convertire gli zuccheri vegetali in siero e caseina.

Per fare questo, si modifica geneticamente il lievito inserendo nel suo DNA geni per la codifica di certe proteine. Altre compagnie, va detto, adoperano batteri, funghi o altra microflora.

La parte proteica è poi separata dal lievito e dallo zucchero, poi è filtrata, disidratata e ridotta a polvere, che più tardi è mescolata con acqua, vitamine, minerali, grassi vegetali e zuccheri nelle proporzioni presenti nel latte di mucca. Tutto per fare in modo che il latte di laboratorio sia il più possibile identico al latte vaccino.

I vantaggi del latte di laboratorio? Innanzitutto potrebbe essere una buona scelta per chi è intollerante al lattosio e poi eliminerebbe la necessità di avere larghi allevamenti di mucche, con i conseguenti problemi di sfruttamento delle risorse e di inquinamento.

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