Ecco perché gli scienziati consigliano di conservare i denti da latte dei bambini

Chi non ha mai conservato i propri dentini da latte, magari mettendoli sotto al cuscino in attesa del Topolino dei denti? La leggenda vuole che il simpatico animaletto lasci una monetina al posto della piccola reliquia. I nostri genitori, comunque, li conservavano soprattutto per una questione affettiva, in ricordo dell’infanzia che stava finendo. Oggi, questi semplici gesti, potrebbero persino salvare delle vite.

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Nei denti da latte, infatti, sono presenti discrete quantità di cellule staminali. Si tratta di cellule versatili e giovani che potrebbero riparare danni ai tessuti, quindi potenzialmente essere utilizzate persino contro forme tumorali o autoimmuni. Ad oggi, esistono appositi centri che conservano questo tipo di cellule, provenienti soprattutto da sangue cordonale. I costi sono spesso elevati ma sono sempre di più i genitori che vi investono per il futuro dei propri figli.

Un’ assicurazione sulla vita, dunque, che è però ancora in fase sperimentale. Innanzitutto si deve tenere presente che l’utilizzo di questo particolare tipo di cellule può essere solo autologo (ovvero sul paziente stesso) o rivolto a familiari compatibili con il tipo di sangue, ad esempio fratelli e parenti stretti. Ma la scienza ha fatto passi da gigante e, se prima era possibile recuperarle solo dal midollo osseo, oggi si è arrivati a trovarne quantità importanti anche su placenta e, per l’appunto, denti da latte.

Nonostante la conservazione dei dentini in casa non sia la più corretta a livello di “inquinamento biologico”, vale la pena tenerli da parte. Negli anni a venire la ricerca potrebbe aprire nuove frontiere e conviene tenersi pronti. Se non siete riusciti a raccogliere il sangue cordonale alla nascita dei vostri bambini, preparatevi a farlo con i denti da latte, magari raccontando loro la famosa favola del Topolino e tenendo pronta una monetina. Un giorno, potreste ritrovarvi con una preziosa ipoteca sulla loro salute futura.

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