Emozionante lettera di una nonna che ci farà riflettere sul tempo che fugge via. Da leggere tutta d’un fiato

Tempus fugit”, dicevano gli antichi, ed è ancora così. Anzi, forse oggi è un pochino meglio, dato che i progressi della medicina hanno allungato moltissimo la durata media della vita.

 

Ai tempi di Giulio Cesare se eri di classe bassa era già tanto se arrivavi a quarant’anni e se ci arrivavi eri praticamente considerato un vecchio.

Non c’erano antibiotici, allora, e bastavano una ferita curata male, un incidente o una banale polmonite per dire addio a questo mondo crudele.

Adesso è meglio, si diceva, ma non al punto che la condizione umana sia cambiata sostanzialmente. No, ahinoi la vita è ancora dolorosamente breve. Ieri avevi vent’anni, oggi ne hai cinquanta e ancora non hai capito che diavolo è successo, in mezzo.

Per questo è particolarmente toccante la lettera che una nonna ha indirizzato a sua nipote. Si tratta di una elegia al tempo che passa e ci trascina tutti con sé come fa un fiume con le pietruzze che arrivano dalla montagna.

Si intitola “18 estati” e fa così: “18 estati. Puoi contarle sulle dita dei mani e dei piedi. Se sei fortunata, perché oggi i figli volano molto presto dal nido.

 

Quindi, invece di aspettare il minuto per sederti sull’asciugamano in spiaggia e aprire il tuo libro, aspetterai con ansia il momento in cui non dovrai più sederti sull’asciugamano o leggere, perché il telefono squillerà o arriverà un messaggio.

È tua figlia a dirti come sta andando la sua estate, cosa sta facendo e quando verranno con te. O per farti sapere che stanno arrivando i nipoti .

Stai leggendo sdraiata sull’asciugamano, aspettando che squilli il telefono e sembrerà che il tempo non passa mai. Aspettare che squilli il telefono o arrivi il messaggio sembrerà un’eternità, e ricorderai le 18 estati quando hai aspettato il minuto per sdraiarti sull’asciugamano o leggere un po’.

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18 estati. Ora possono sembrare un’eternità ma ti assicuro che voleranno in un batter d’occhio. Ricorda questi giorni quando sei con loro sulla spiaggia o in vacanza.

Quando ti chiamano di nuovo “mamma”, o quando ti dicono di andare in acqua o giocare, e pensi “Voglio un minuto per sdraiarmi sulla spiaggia”. 18 estati.
Divertiti molto, perché quei momenti sono unici. Perché poi ti chiederai come è possibile che accadano così in fretta. Con affetto, una nonna”.

Come disse uno che ci ha lasciati da poco, siamo solo “lacrime nella pioggia”.

Carpe diem.

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