Giorni fertili: come riconoscere quali sono

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Giorni fertili: come riconoscere quali sono.

I giorni fertili appartengono a quella parte del ciclo femminile nella quale una donna ha le possibilità migliori di concepire.

Giorni fertili: come riconoscere quali sono

In linea molto generale, si può dire che i giorni più favorevoli al concepimento sono circa sei e coincidono con la fase in cui si verifica l’ovulazione e con quella che immediatamente la precede.

L’ovulazione si ha quando le cellule uovo che giungono a maturazione si insediano nella parete uterina, dove una di esse potrà eventualmente “ricevere la visita” di uno spermatozoo.

Il tempo che trascorre tra il principio del ciclo e l’ovulazione è per solito di due settimane, ma può esserci molta variazione tra un soggetto e l’altro. È anche per questo che non è sempre una cosa facile e immediata calcolare il periodo fertile. Detto in altro modo, non tutte le donne hanno un ciclo come definito dai manuali di ginecologia.

Tenendo conto di quanto precede, è chiaro che se si desidera avere un bambino è essenziale sapere quali sono i tempi particolari del proprio corpo. Stessa cosa, ovviamente, in caso contrario, e cioè quando non si vuole concepire.

Ma per decidere con cognizione di causa non si può guardare solo al calendario, ma anche, anzi soprattutto, ai segnali che arrivano dall’organismo. Segnali che spesso sono sfuggenti e di difficoltosa decrittazione: può trattarsi per esempio di cambiamenti del muco cervicale come di un incremento della temperatura basale.

Il periodo prima dell’ovulazione

I giorni che precedono l’ovulazione servono a preparare la fase fertile. In questo periodo di tempo si produce una serie di eventi che sono per l’appunto preparatori rispetto alla maturazione del follicolo che poi sarà destinato all’ovulazione.

C’è tutta una danza di ormoni che conduce alla maturazione del cosiddetto “follicolo dominante”, quello che contiene un ovocita il cui fato, se accoglie lo spermatozoo, è di essere fecondato.

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Ora, l’ovulazione dura all’incirca 24 ore. E però il periodo utile per il concepimento, se così si può dire, è un po’ più lungo, perché gli spermatozoi possono rimanere vitali anche per quattro giorni.

Insomma, un qualunque rapporto sessuale che avvenga entro cinque giorni dall’ovulazione può portare alla fecondazione. Al di fuori di questi cinque giorni una gravidanza diventa un’eventualità piuttosto remota.

Giorni fertili: i sintomi

In presenza dell’ovulazione il corpo della donna cambia. A volte ci sono perdite vaginali più abbondanti del solito. A volte ci sono dolore e/o gonfiore al basso ventre; tensione al seno, un aumento del desiderio sessuale; repentini cambi di umore; un aumento dell’appetito.

Per riconoscere i giorni fertili si possono adottare criteri diversi: intanto si può tenere conto semplicemente del calendario, ovvero della data dell’ultimo ciclo; ma un altro criterio può essere quello della temperatura basale; oppure ci si può fidare dei cambiamenti delle secrezioni vaginali e/o cervicali.

È chiaro che ci si può anche basare su più di un criterio, sapendo però che non si tratta di una materia nella quale possa esserci certezza.

Se, come può accadere, i segnali del corpo sono poco pronunciati, ambigui e di difficile interpretazione, nel dubbio è bene avere rapporti ogni due o tre giorni: sempre che si desideri una gravidanza, naturalmente.

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