Giuseppina Carnimeo: intervista esclusiva al Direttore Generale CIAL

giuseppina carnimeo intervista esclusiva al Giuseppina Carnimeo Direttore Generale CIAL

“Sostenibilità ambientale” o “Impatto ambientale” sono espressioni verbali che si sentono spesso ma un modello concreto di tale concetto verrà fornito da Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio).

Per quanto, in Europa, si sia assunto l’impegno di raggiungere la “neutralità climatica” entro il 2050, puntando ad “un’ economia circolare” ( la Commissione Europea sostiene che entro il 2030 ci sarà un riciclo dell’alluminio del 60%), in Italia i traguardi si sono già superati.

Credits: Maurizio Bongiovanni

Grazie all’opera magistrale di CIAL, con l’obiettivo di recuperare il materiale e sensibilizzare (si parla di “responsabilità circolare”), si sono raggiunti traguardi importanti che la Dottoressa Giuseppina Carnimeo illustrerà successivamente.

Basti pensare ai packaging in alluminio: riducendo il loro volume e peso, il risparmio di tale risorsa è stato, negli anni, notevole (si citi un esempio: per le scatolette, il numero è pari a 27t/000 – ricerca “Imballaggi in alluminio. Trend evolutivo degli ultimi 20 anni”, Packaging Meeting Srl ottobre 2020).

Giuseppina Carnimeo e le sue parole

Giuseppina Carnimeo è Direttore Generale del Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio e ci ha ben illustrato la realtà in cui opera che porta a delle riflessioni: nel nostro piccolo, facciamo il possibile per tutelare l’ambiente che ci circonda?

Giuseppina CarnimeoDirettore Generale CIAL

A voi, l’intervista a Giuseppina Carnimeo!

D. CIAL – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio – è una grande realtà che vuole bene all’ambiente. Com’è nata l’idea di realizzarla?

R. CIAL nasce nel novembre del 1997 con l’obiettivo di avviare al recupero e al consequenziale riciclo gli imballaggi di alluminio giunti al termine del loro ciclo vitale e provenienti dalla raccolta differenziata effettuata dai singoli Comuni. A monte vi è un Decreto Legislativo (quello del 5 febbraio 1997, poi aggiornatosi nel tempo) che all’epoca stimolò la costituzione dei cosiddetti consorzi di filiera preposti proprio a garantire la corretta gestione dei rifiuti di imballaggi.
È vero, il Consorzio – che non ha fini di lucro – vuole bene all’ambiente. Fin dai suoi esordi agisce su due fronti. Da un lato riunisce i protagonisti dell’intera filiera industriale stimolando uno sviluppo sostenibile del comparto e dall’altro promuove iniziative su tutto il territorio nazionale tese a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del riciclo dell’alluminio, preziosa materia prima, la cui rivalorizzazione garantisce indiscussi vantaggi economici, sociali e ambientali.

D. I numeri sono positivamente impressionanti: portano a un notevole risparmio della materia ed energetico e a un significativo abbassamento dei livelli CO2. Qual è il prossimo traguardo?

R. La quota di riciclo, rispetto all’immesso sul mercato, si è attestata da qualche anno intorno al 70%, un livello tra i più alti in Europa. Dati alla mano, negli ultimi tre anni, grazie al riciclo di 152.400 tonnellate di imballaggi in alluminio, sono state evitate emissioni serra (connesse all’estrazione/produzione di nuova materia prima) pari a 1.110mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 477mila tonnellate equivalenti di petrolio. Sono numeri da record. Non a caso il nostro Paese è terzo al Mondo, assieme alla Germania e dopo Stati Uniti e Giappone, per quantità di materiale riciclato. Bene così, dunque, ma mai abbassare la guardia.
Il prossimo traguardo è consolidare e laddove possibile ottimizzare i risultati già conseguiti. Lavoreremo, stiamo già lavorando, per estendere le opzioni di recupero, per stimolare ulteriormente gli atteggiamenti responsabili delle aziende consorziate. D’altro canto, non scordiamolo, l’alluminio è di per sé un materiale ‘responsabile per natura’. Grazie alla sua capacità di non disperdere mai, anno dopo anno, riciclo dopo riciclo, nessuna delle sue proprietà originali, è riutilizzabile al 100% e per infinite volte. Basti pensare che oltre il 75% di quanto ne è stato da sempre prodotto è tutt’ora in circolazione.

D. La raccolta differenziata costituisce un pilastro nella nostra quotidianità nonché una “Quinta R” dopo Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero. Potrebbe fornirci qualche suggerimento pratico, per i nostri lettori, al fine di evitare ulteriori sprechi e rifiuti?

R. ‘Zero discarica, 100% Recupero’, questo lo slogan a cui CIAL fa riferimento. Un duplice obiettivo finalizzato alla massimizzazione del riciclo degli imballaggi di alluminio su tutto il territorio nazionale.
Un semplice vademecum, che abbiamo chiamato delle 5 R, indica ad aziende, enti pubblici e consumatori i capisaldi per centrare tale obiettivo. Ridurre la quantità di alluminio in fase di realizzazione di nuovi prodotti. Riutilizzare più volte, magari anche con scopi diversi, uno stesso prodotto. Riciclare i rifiuti in alluminio in materiali similari o recuperarli per poi convertirli in nuova materia pronta per essere utilizzata infinite volte. E ovviamente impegnarsi per attuare una corretta raccolta differenziata, attività che sta alla base di ogni moderna politica di gestione dei rifiuti.
Lattine per bevande, vaschette e foglio sottile per alimenti, scatolette, tubetti, bombolette, tappi e chiusure… il packaging in alluminio è impiegato in svariati settori: dal beverage al food, dal pet food e alla cosmetica… tanto per citare i più rappresentativi.
A chi ci legge desidero ricordare che i grandi risultati spesso dipendono dall’impegno di tutti. Ogni cittadino, ogni consumatore sia sempre consumatore, sia sempre consapevole dell’importanza delle sue scelte in fase di acquisto dei prodotti e del suo comportamento nella gestione domestica dei rifiuti.

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D. Una fiorente e fruttuosa attività, dettata anche dai Progetti Speciali e dall’opera di sensibilizzazione nelle scuole. Qual è stata la risposta dei più giovani in merito?

R. I corretti comportamenti sociali vanno coltivati e stimolati nelle nuove generazioni. CIAL è quotidianamente impegnato in attività di sensibilizzazione tese a rimarcare l’importanza del riciclo dell’alluminio in chiave di sostenibilità ambientale. Fra le nostre attività la didattica occupa infatti un ampio spazio. Un esempio è dato dal nuovo portale per le scuole elementari e medie inferiori che sarà online dal prossimo mese. Uno spazio di confronto, denominato ‘ALU Experience’, sui temi dell’economia circolare e pensato per la Generazione Alpha che comprende i ragazzi nati dopo il 2009. Sono loro, i più giovani, abituati più di altri a parlare di ecologia e natura, che ora più che mai hanno bisogno di strumenti validi e certi per imparare a muoversi sul web e a saper distinguere la verità dalle tante fake news che, purtroppo, circolano anche quando si parla di ambiente e di riciclo.

D. L’alluminio è un materiale eccezionale e riutilizzabile in diversi modi. Potrebbe fornirci qualche esempio di quali vesti e forme può assumere?

R. Leggero, per niente inquinante, riutilizzabile al 100% e per infinite volte. Robusto ma duttile, resistente ma malleabile, bello a vedersi e durevole nel tempo… l’alluminio è utilizzato oggi in numerosi ambiti per la produzione di milioni di prodotti e di svariate tipologie di packaging/imballaggi. Queste sue caratteristiche lo rendono un alleato fondamentale per modelli sostenibili di produzione e di consumo improntati su un utilizzo efficiente delle risorse naturali. ‘AL 100% responsabile’, recita la nostra ultima campagna. Non è solo uno slogan: l’alluminio è realmente un materiale responsabile per natura e a tutti gli effetti ‘permanente’. Basti pensare che oltre il 75% di quanto ne è stato da sempre prodotto è tutt’ora in circolazione. E questo grazie alla sua capacità di non disperdere mai nessuna delle sue proprietà originali.
Un esempio? Con 800 lattine riciclate è possibile realizzare una bicicletta.

D. Andy Warhol sostenne che avere la Terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare. Cosa ne pensa?

R. Condivido l’espressione di Andy Warhol, il nostro Pianeta è l’espressione della più alta forma d’arte. Tutti noi dobbiamo averne cura e rispetto, dobbiamo impegnarci per preservarne bellezza e perfezione. Che ognuno reciti la sua parte. CIAL ogni giorno si impegna per stimolare il riciclo e la valorizzazione di uno straordinario materiale che è di per sé amico dell’ambiente in quanto estremamente semplice da riciclare e da riutilizzare.

D. Vorrei porLe una domanda di tipo “sociale”. Lei è Direttore Generale di CIAL, un incarico importante e di elevata responsabilità su un tema estremamente delicato per il nostro futuro, come l’ambiente. Incarichi di questo tipo, nella maggior parte dei casi, sono affidati agli uomini. Secondo Lei, cosa si potrebbe fare concretamente per raggiungere la parità?

R. Fortunatamente, rispetto anche a solo pochi lustri fa, è obiettivamente in aumento il numero di donne chiamate a ricoprire ruoli e incarichi di responsabilità, in ogni ambito. La cosa dunque non deve, o meglio non dovrebbe, suscitare più alcun inutile stupore né anacronistico stupore. Competenze e professionalità non hanno sesso.

Siamo giunti alla conclusione. Ringrazio la Dott.ssa Giuseppina Carnimeo per la sua disponibilità e le sue risposte, davvero illuminanti e importanti nonché il Dott. Francesco Pieri, Ufficio Stampa.

Rispettiamo l’ambiente, solo se uniti riusciremo a preservarlo!

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