Hailé Selassié: ecco da chi discendono le tre principesse che parteciperanno al Grande Fratello Vip 6

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Lucrezia, Jessica e Clarissa Maconnèn Hailé Selassiè sono ufficialmente concorrenti del “Grande Fratello Vip 6″ che inizierà lunedì 13 settembre.

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Vi dice qualcosa il nome “Hailè Selassiè“? Sì, era proprio quello del famoso ultimo imperatore d’Etiopia! Le tre sorelle sono sue pronipoti!

Sono a pieno titolo principesse e sono anche piuttosto seguite sui social. Jessica ha pure partecipato alla seconda edizione del reality “Riccanza 2” nel 2017.

Vogliamo conoscere la storia di Hailè Selassié? E’ interessante, anche perché l’ex capo di Stato africano ha avuto una certa influenza culturale.

Biografia di Hailé Selassié

Giovinezza ed esordio politico

Lion of Judah or pro-Western dictator? Haile Selasse still debated 40 years after his death

Il vero nome del futuro imperatore etiope era Tafari Maconnèn. Nato nella città di Egersa Goro il 23 luglio 1892, il suo titolo era quello di “ras” (duca”). Fu nominato “negus” nel 1928.

Il 2 novembre del 1930 divenne invece “negus neghesti” (“re imperatore”) del Paese del Corno d’Africa. Mantenne la carica fino alla detronizzazione nel 1974.

Apparteneva alla dinastia salomonide, che avrebbe avuto origine da Menelik I. Questi era nientemeno che il figlio di re Salomone e della regina di Saba. Hailé Selaissié I (nome che significa “Potenza della Trinità” e che lui assunse quando era diventato imperatore) fu secondo la tradizione “l’ultimo re dei re”.

Ricoprì il suo primo importante incarico a 13 anni. Cristiano ortodosso, nel 1906 partecipò ad un colpo di stato per rovesciare Iasù V, che si sarebbe convertito all’islam. Poi diventò reggente dell’imperatrice Zauditù.

Il colpo di stato godette il favore di gran parte della popolazione etiope, di Italia, Francia e Regno Unito, ma nelle campagne si scatenò una lunga guerra.

Come reggente, il futuro Hailé Selassié partecipò alla modernizzazione dell’Etiopia e nel 1923 permise il suo ingresso nella Società delle Nazioni. Era il primo Paese africano ad entrarvi.

L’impero

Il 2 aprile del 1930 Zauditù morì e Hailé Selassié le successe. Nello stesso anno varò la prima costituzione etiope, istituì un senato e fondò un’università nella capitale Addis Abeba.

La sua opera modernizzatrice e filoccidentale continuò, ma dovette tener conto delle resistenze del clero, dell’aristocrazia e fu limitata dallo scarso capitale. Inoltre c’era il grande ostacolo dell’Italia sotto il regime fascista, che colonizzò il Paese con la guerra d’Etiopia. Essa venne dichiarata da Mussolini il 2 ottobre 1935 e terminò il 5 maggio del 1936. In seguito Hailé Salassié scelse l’esilio (prima a Gerusalemme e poi a Bath, in Gran Bretagna). Tornò in patria il 20 gennaio 1941 e partecipò alla sconfitta dell’Italia da parte della resistenza etiope e degli alleati. I rapporti diplomatici dell’Etiopia con il nostro Paese ripresero tra il 1951 e il 1952.

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I problemi per Hailé Selassié non erano finiti, perché nel 1974 l’esercito si ribellò. A capo della rivolta c’era il Governo militare provvisorio dell’Etiopia socialista (Derg), guidato da Menghistu Hailè Mariàm.

Hailè Selassié venne destituito dopo aver dovuto fare numerose concessioni all’esercito. Fu arrestato e detenuto nel suo palazzo di Addis Abeba. Quindi venne soffocato con un cuscino. L’ordine di ucciderlo, fu dato dal leader comunista.

Hailé Selaissiè: influenza culturale

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Hailé Selassiè è considerato il nuovo Messia ed incarnazione di Gesù Cristo, liberatore del nazifascismo soprattutto nei confronti dei neri, dagli adepti del rastafarianesimo. Questo termine ovviamente deriva da Ras Tafari (che significa “Capo da Temere” in lingua amarica). Indica un movimento politico – religioso nato nel 1930 in Giamaica.

Crede come Hailè Selassiè nel cristianesimo ortodosso etiope e l’esponente più famoso è Bob Marley, con la sua musica reggae, i suoi dreadlock e la convinzione che la marijuana abbia proprietà curative.

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Da notare che i rastafariani usano spesso abiti e cappelli con i colori verde, giallo e rosso della bandiera etiope. Hanno anche una loro bandiera con gli stessi colori.

Il “manifesto” del movimento è il famoso discorso pronunciato da Hailé Selassiè all’Assemblea Generale dell’ONU il 4 ottobre 1963. Chiedeva con forza che non venissero più usate armi nucleari e che le superpotenze smettessero di sfruttare in particolar modo l’Africa. Inoltre esortava ad opporsi al razzismo e alle varie ingiustizie.

Nel 1976 Bob Marley pubblicò un brano intitolato “War”, che tratta proprio dal discorso dell’imperatore etiope all’ONU. Questo brano fu ripreso per esempio dalla band brasiliana dei Sepultura e cantato anche da Bono Vox degli U2.

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