I 14 alimenti più pericolosi secondo la lista nera di Coldiretti

I 14 alimenti più pericolosi secondo la “lista nera” di Coldiretti.

Non è infrequente che alimenti importati dall’estero facciano scattare un allarme da parte delle autorità competenti (per esempio il Ministero della Salute).

Nel mirino dei controlli ci sono stati, volta a volta, frutta secca, erbe officinali, ortaggi, pesce, latte e derivati, polli. Le provenienze possono essere le più varie: Cina, Turchia, India, ma anche Paesi dell’Unione come Spagna o Francia.

Coldiretti si è presa la briga di contare quanti allarmi ogni singola categoria abbia fatto scattare e in base ai numeri ha stilato una sorta di “lista nera” dei cibi importati più pericolosi dal punto di vista della salute.

Questo può voler dire, in concreto, che non tutte le nocciole della Turchia contengono sostanze tossiche, ma che la possibilità che questo succeda non è trascurabile, almeno su base puramente statistica (considerati i precedenti, cioè).

I 14 alimenti più pericolosi secondo la “lista nera” di Coldiretti

Le sostanze incriminate possono essere batteri, lieviti, muffe, metalli pesanti o pesticidi oltre i limiti consentiti e soprattutto le aflatossine, che sono molto pericolose per il fegato.

Circa le aflatossine, i cibi più colpiti sono la frutta secca, la soia, i cereali, i legumi. Per chi voglia saperne di più, sul sito della Agenzia europea per la sicurezza alimentare, Efsa, ci sono informazioni interessanti.

Una classifica poco ambita

Leggendo il dossier della Coldiretti intitolato “La classifica dei cibi più pericolosi”, stilato sulla base di un rapporto del Ministero della Salute, apprendiamo che tra i prodotti che hanno fatto scattare l’allarme ci sono per esempio le nocciole e la frutta secca turche contaminate da aflatossine; poi abbiamo le arachidi cinesi e alcune spezie dall’India (residui chimici).

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E ancora il pesce che arriva dalla Spagna, soprattutto tonno e pesce spada, che registrano valori fuori legge di metalli pesanti, dopodiché sono da ricordare anche i fichi secchi e i peperoni ancora dalla Turchia.

Ma vediamola, questa classifica assai poco onorevole:

1) Pesce dalla Spagna: metalli pesanti sopra i limiti (mercurio e cadmio)

2) Dietetici e integratori dagli Stati Uniti:non autorizzati

3) Arachidi dalla Cina: aflatossine oltre i limiti

4) Peperoni dalla Turchia: pesticidi oltre i limiti

5) Pistacchi dall’Iran: aflatossine oltre i limiti

6) Fichi secchi dalla Turchia: aflatossine sopra i limiti

7) Carni di pollo dalla Polonia: salmonella

8) Nocciole dalla Turchia: aflatossine

9) Arachidi dagli USA: aflatossine oltre i limiti

10) Pistacchi dalla Turchia: aflatossine oltre i limiti

11) Peperoncino dall’India: aflatossine e salmonella

12) Albicocche secche da Turchia: solfiti oltre i limiti

13) Noce moscata dall’Indonesia: aflatossine sopra i limiti, certificato sanitario incompleto

14) Carni di pollo dai Paesi Bassi: contaminazioni microbiologiche

Per difendersi da queste potenziali minacce occorre leggere bene l’etichetta e verificare innanzitutto la provenienza del prodotto.

Naturalmente bisogna anche tenere conto degli avvisi del Ministero della Salute, che dirama tutti i giorni allarmi sicurezza e in certi casi provvede al ritiro degli alimenti pericolosi.

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