Il cardamomo: che cos’è e quanto assumerne

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Il cardamomo: che cos’è e quanto assumerne.

Il cardamomo è una spezia. Appartiene alla famiglia delle Zinziberaceae, ovvero allo stesso raggruppamento tassonomico dello zenzero.

In Europa è conosciuto fin dai tempi antichi. Greci e romani lo usavano per produrre profumi. Oggi il cardamomo è noto per essere la terza spezia più cara al mondo dopo zafferano e vaniglia.

Il frutto è una capsula che contiene tanti piccoli semi di colore scuro. Questi sono usati come spezie, ma perdono il loro aroma molto alla svelta, sicché in genere in vendita si trova l’intera capsula, di solito essiccata. Quando è il momento di usare il cardamomo, si rompe la capsula e si usano i semi, o così o macinati.

Il cardamomo: che cos’è e quanto assumerne

Quando vengono masticati, i semi del cardamomo rilasciano un odore del tutto peculiare: è anche per questo che sono spesso adoperati contro l’alito cattivo e per correggere il sapore sgradevole di certe tisane.

Dal punto di vista fitoterapico, il cardamomo di solito viene usato per contrastare la dispepsia. L’olio essenziale di cardamomo è infatti capace di stimolare la secrezione della bile e di favorirne l’escrezione dalla colecisti. Di qui appunto le sue qualità eupeptiche, cioè stimolanti della digestione.

Non solo, l’olio essenziale ha anche dimostrato di possedere interessanti attività antibatteriche (soprattutto contro i batteri che provocano le carie dentali) e antimicotiche.

Come detto sopra, il cardamomo può essere efficace nel contrastare i disturbi legati alla digestione, grazie all’azione esercitata dall’olio essenziale che è presente all’interno dei suoi semi.

A mero titolo indicativo, la dose giornaliera raccomandata è di circa 1-1,5 grammi; sotto forma di tintura, di solito si consiglia di prenderne uno o due grammi al giorno.

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Va sottolineato che quando il cardamomo viene impiegato a scopo terapeutico, è essenziale usare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi, perché solo in questo modo si può sapere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno per assumere.

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