Il filo rosso: ecco tutti i segreti che devi sapere su uno degli amuleti più potenti

Tutti quanti nella vita abbiamo bisogno di fortuna. Possiamo essere cattolici, protestanti, ebrei, atei, agnostici, maschi, femmine, giovani, vecchi: non importa, tutti senza eccezione desideriamo un po’ di buona sorte per noi stessi e per i nostri cari. È un desiderio umanissimo e universale.

A questo scopo in tutte le culture, dal Giappone al Medio oriente, dall’Europa agli Stati Uniti, la gente ha inventato riti e usanze intesi a propiziare dagli dei la nostra quota di buona fortuna.

Uno di questi piccoli riti è legare un sottile filo rosso al nostro polso.

In Giappone la leggenda narra che due persone destinate a stare insieme abbiano attorno al polso un filo rosso invisibile che le lega l’una all’altra: indossare un filo rosso al polso in questo caso non è che la rappresentazione materiale di un potente legame affettivo e spirituale.

Ma come si diceva legare un filo di lana rossa al polso ha soprattutto un significato apotropaico, ovvero, in parole semplici, serve a tenere lontana la mala sorte e quindi a propiziare la fortuna.

A essere precisi, pare che l’origine di questa pratica “magica” sia nella tradizione cabalistica ebraica. Si tratta di una tradizione popolare che trova la sua spiegazione nel bisogno di tenere lontano il malocchio.

In quella tradizione – che non ha una base nelle scritture, ma solo nel folklore – il filo rosso di solito è di lana ed è indossato come un braccialetto sul polso sinistro. L’usanza vuole che sul filo debbano essere fatti sette nodi, essendo il sette un numero significativo nella cabala (kabbalah) ebraica.

Non c’è bisogno di essere ebrei per indossare quel piccolo bracciale. Non mancano infatti le celebrità non di origine ebraica che ne portano uno al polso: per esempio Madonna, Mick Jagger e Gwyneth Paltrow…

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L’usanza è che il filo vada messo al polso sinistro: per la tradizione ebraica il braccio sinistro è infatti un canale di ingresso per le energie spirituali.

Non c’è un limite di tempo per indossarlo, anche se è ovvio che un filo di lana a un certo punto non può non indebolirsi e spezzarsi, andando quindi cambiato ogni tanto, ma si tratta di una necessità meramente pratica, non certo simbolica.

Procuratevene uno oggi stesso: costa poco e di certo male non fa!

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