Dimenticare il piacere del riposo sembra impossibile, eppure nella società moderna è una realtà. Le persone si affaticano ad essere sempre in movimento, dinamiche per ventiquattro ore al giorno.
Finisce il lavoro e si inizia con la casa, poi si prende appuntamento per un’uscita sera, il giorno seguente abbiamo la palestra e poi il corso di cucina, la piscina e chi più ne ha più ne metta.
In una società del genere si è convinti che il benessere sta nel “fare cose”, nel non fermarsi mai ed essere attivi per gran parte della giornata, nel riposare solo poche ore a notte.
Questo stile di vita, se prolungato per molto tempo, diventa il problema e non la soluzione.
Bisogna accettare che esistono diverse fasi della giornata – e più in generale della vita – che scandiscono i momenti di attività e quelli di riposo.
Eppure se abbiamo dato inizio ad una routine è difficile venirne fuori, soprattutto quando sono implicate altre persone. Non è facile dire “no” quando si ha degli appuntamenti fissi diventati una prassi.
Quel che spesso si sottovaluta è lo sforzo enorme a cui si sottopone non solo il corpo ma anche e soprattutto la mente. Il lobo frontale del cervello – cioè quello dedicato al ragionamento, all’organizzazione e alla pianificazione – ne risente più che del fisico.
La conseguenza della carenza di riposo è la riduzione di lucidità mentale, la difficoltà nel concentrarsi e nell’essere creativi nella risoluzione dei problemi.
L’estate può essere il periodo adatto per riorganizzare il nostro stile di vita, e ciò può essere fatto in un modo molto semplice: dicendo “basta”.
Diciamo “basta” a tutto quel che non ci va di fare, alle cose che riteniamo superflue nella nostra vita ma che ci ostiniamo a portare avanti per motivi di “apparenza”, perché abbiamo paura di deludere le aspettative che le persone hanno di noi.
Solo in questo modo, attraverso il riposo, potremo restituire elasticità e lucidità al nostro cervello e ricominciare una nuova stagione più produttiva e allo stesso tempo più rilassata!