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In Italia è obbligatorio piantare un albero per ogni nuovo nato. In arrivo per i comuni multe se non rispettano questa legge

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In questi tempi di cambiamento climatico e di tremendi incendi nell’Amazzonia (il polmone verde del pianeta), la gente si sta sempre più rendendo conto di quanto è importante piantare alberi e mantenere il verde in buona salute, soprattutto in città.

Tra l’altro sappiamo bene quanto sia importante piantare alberi in città per tenere basse le temperature. In questo senso ci sono importanti esperimenti in giro per il mondo: ne abbiamo parlato anche qui.

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In giro per il mondo si moltiplicano anche le iniziative di legge intese a rendere obbligatoria la piantumazione di nuovi alberi. Nelle Filippine, per esempio, per chi si deve diplomare è previsto l’obbligo di piantare dieci alberi, se no niente pezzo di carta.

Forse però non tutti sanno che una legge simile esiste anche da noi. Risale al 1992 e ha lo scopo di migliorare le aree verdi nelle città.

Si tratta di una legge che porta il nome Cossiga-Andreotti (Prima Repubblica, un’era geologica fa, forse anche più di una) e che prevede l’obbligo di piantare un albero per ogni nuovo pargolo che viene al mondo.

Questo nei comuni con più di 15mila abitanti. Come spesso accade in Italia, però, non sono molti i comuni che l’hanno applicata, anche perché, come al solito, la legge è stata pensata fin dall’inizio senza artigli, nel senso che non prevede sanzioni per chi trasgredisce.

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Di recente però il Parlamento ha fatto un tentativo per rendere più stringente l’obbligo, tra l’altro estendendolo ai territori con più di 5mila abitanti. La nuova legge (549/2018) prevede inoltre che debba essere messo a dimora un nuovo albero anche per ogni persona che muore prima dei 50 anni.

La legge ultima prevede anche che i nuovi alberi debbano essere piantatati preferibilmente in città e preferibilmente nelle zone meno centrali e più abbandonate.

Chissà che stavolta non venga rispettata…


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