Julen come Alfredino Rampi, Ciccio e Tore: la storia dei bimbi caduti nel pozzo

E’ toccata a Julen questa volta la stessa sorte che toccò a Alfredino Rampi, Ciccio e Tore. Questa è la storia dei bimbi caduti in un pozzo.

La vicenda di Julen ricorda molto la tragica sorte che capitò ad Alfredino Rampi, il bimbo caduto in un pozzo a Vermicino. Come lui, anche Ciccio e Tore di Gravina.
Tutto il mondo in quetsi giorni ha assistito ora dopo ora e giorno dopo giorno con un nodo alla gola i disperati tentativi dei soccorritori di salvare il piccolo Julen, il bambino caduto in un pozzo a Totalán, nei pressi di Malaga, 10 giorni fa.

La vicenda del piccolo spagnolo intrappolato in quel pozzo, buio, freddo e profondo ha riportato alla memoria analoghe storie, come quella di Alfredino Rampi. Era il 10 giugno 1981 e la famiglia Rampi stava passando le vacanze estive a Finocchio, nei pressi di Frascati, nella loro casa in via del Vermicino. Insieme al piccolo Alfredo, di soli 6 anni, c’erano la madre Francesca, il padre Ferdinando, il fratello minore Riccardo e la nonna Veja.

Un pomeriggio, Ferdinando uscì per fare una camminata con alcuni amici e lasciò il figlio a casa da solo. Ma quando tornò nell’abitazione di via Vermicino l’uomo non trovò più il piccolo Alfredino. Grazie all’intervento delle squadre cinofile, le forze dell’ordine individuarono Alfredino in un pozzo artesiano poco distante, in via Sant’Ireneo.

La cavità era larga 26 centimetri e profonda 85 metri, troppi perché il bambino potesse essere recuperato con una semplice corda come ipotizzato inizialmente. Inutile anche il tentativo di calare nel pozzo un uomo. A differenza di Julen, i soccorritori erano certi che Alfredino fosse vivo subito dopo la caduta e durante le operazioni di salvataggio è stato calato un microfono per parlare con lui. Ma dopo 60 ore di lotta e agonia, il piccolo Alfredino perse la vita.

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Il 20 aprile del 1996 stessa sorte toccò al piccolo Nicola Silvestri, 3 anni, residente a Scerni in provincia di Chieti. Il bambino cadde in un pozzo a Corre Marollo, mentre stava giocando con la madre. Il suo corpo fu ritrovato senza vita, dopo molte ore di ricerche, in una cavità scavata a soli 7 metri di distanza dalla sua abitazione. Il piccolo annegò nei 4 metri di acqua sul fondo del tunnel.

Nel 2008 la comunità di Gravina di Puglia rimase scioccata dal ritrovamento dei cadaveri di Ciccio (Francesco) e Tore (Salvatore), i due fratellini di 13 e 11 anni scomparsi due anni prima. I corpi furono ritrovati sul fondo di un pozzo grazie a un altro bambino. Michelino, 12 anni, stava giocando tra le case abbandonate in via della Consolazione quando cadde in una cisterna. Lì, infreddolito e sotto choc, ritrovò i resti dei suoi coetanei.

Le indagini, aperte subito dopo la scomparsa dei bambini, hanno portato, nel 2007, all’incriminazione del padre Filippo con l’accusa di duplice omicidio volontario aggravato. Ma il ritrovamento dei corpi dei due bambini e l’assenza di segni di violenze e maltrattamenti non ressero e il padre fu scagionato. Ciccio e Tore sono morti per un tragico incidente, precipitati forse mentre giocavano, in un luogo in cui nessuno ha mai pensato di cercarli.

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