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La Dama con l’Ermellino: la Gioconda sarà bella, ma lei di più

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La Monna Lisa sarà anche bella, con quel suo ambiguo fascino androgino (c’è chi ha parlato di autoritratto di Leonardo Da Vinci), ma a chi scrive la Cecilia Gallerani che tiene in braccio l’ermellino è sempre sembrata molto più affascinante, e pure di gran lunga. De gustibus.

Stiamo parlando di un olio su tavola che da Vinci dipinse probabilmente tra il 1488 e il 1490.

Nel 2016 questo stupendo ritratto, che faceva parte della collezione Czartoryski, è stata ceduta al governo polacco per la bellezza di cento milioni di euro, una cifra che a noi mortali sembra esorbitante, ma che all’epoca ha fatto storcere il naso a più d’uno, dato che il valore di questo magnifico quadro si stimerebbe intorno – udite, udite – ai due miliardi di euro.

Attualmente l’opera è conservata nel Museo Nazionale di Cracovia.

 

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La Dama con l’Ermellino: la Gioconda sarà bella, ma lei di più

Si tratta di un dipinto che testimonia dello straordinario livello artistico raggiunto da Leonardo da Vinci nei giorni il suo primo soggiorno milanese, tra il 1482 e il 1499.

Non si sa granché delle circostanze della commissione. L’opinione più accreditata è che la ragazza ritratta sia Cecilia Gallerani, giovane amante del signore di Milano Ludovico il Moro, che nel 1488 aveva ricevuto dal re di Napoli il titolo di Cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino: di qui la datazione del quadro successiva a quell’anno.

L’identificazione si basa sul sottile rimando che sarebbe costituito dal valore simbolico e dal nome dell’ermellino.

Quanto alla simbologia, allora l’ermellino era considerato un emblema di purezza e di incorruttibilità. Annotava lo stesso Leonardo che “prima si lascia pigliare dai cacciatori che voler fuggire nell’infangata tana, per non maculare la sua gentilezza”, cioè il mantello bianco.

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E quanto al nome, in greco l’animale si chiama galḗ (γαλή), il che alluderebbe al cognome della fanciulla, Gallerani.

Nell’angolo in alto a sinistra del quadro c’è una scritta che recita “LA BELE FERONIERE LEONARD D’AWINCI”, ma si tratta di un apocrifo: l’ipotesi che la donna sia Madame Ferron, amante di Francesco I re di Francia, è infatti ormai superata.

In ogni caso, è bella, e soprattutto ha l’aria di una che sa esattamente quel che vuole. Non è solo una donna, ma una persona a tutto tondo che ci parla ancora da un abisso di più di cinque secoli.


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