La nascita di un figlio cambia radicalmente la donna. Lo dice la scienza!

I cambiamenti introdotti dalla nascita di un figlio

Sono i figli a cambiarci la vita o cambiamo noi?

Che i figli arrivino inaspettati o programmati, vengono spesso vissuti da entrambi i genitori come un uragano che lentamente, ma inesorabilmente, stravolgerà le loro vite.
Nei nove lunghi mesi di gravidanza, una donna riesce solo e lontanamente a realizzare ciò che sta davvero per accadere; gli ormoni (tra cui l’ossitocina) l’aiutano per lo più a tenere alto l’umore, qualunque sia il suo vissuto personale riguardo ai cambiamenti fisici (c’è chi ne è entusiasta e chi no).

I programmi a breve termine sono spesso messi in discussione dall’eventualità che possano interferire con la gestazione, quelli a lungo termine coinvolgono per lo più il nascituro, rendendolo quasi un ostacolo al ritorno della normalità quotidiana.

Una ricerca individua un fenomeno scientifico chiamato il microchimerismo fetale 

Ma come stanno veramente le cose? Ce lo dice una ricerca

Diventare madri è un’esperienza che cambia intimamente la donna: da una recente ricerca è stato identificato un fenomeno scientifico chiamato microchimerismo fetale, da cui è emerso che le cellule del feto rimangono nel corpo della madre ben oltre alla nascita.
Questo dialogare continuo, intrinseco nel DNA femminile, mantiene un legame che modifica radicalmente il cuore di una donna.

Cambia la donna nella vita, non la vita della donna

Allora non è la nascita di un bambino a rivoluzionare la vita ma è proprio il suo esserci fin dal concepimento a cambiare profondamente l’animo della gestante trasformandola in Mamma.
Ogni sforzo, ogni fatica, ogni difficoltà si farà sentire, ma se prima della maternità sarebbe risultata quasi insormontabile, durante e soprattutto dopo, diventerà un problema da affrontare con serenità, con uno spirito di abnegazione spontanea che non ha il sapore del sacrificio, ma del tributo per il dono immenso ricevuto, quello di avere un figlio!

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Le donne ed il lavoro

Per questo, se una madre può restare a casa accanto ai suoi figli, non bisogna parlare di rinuncia, ma di assecondamento di un istinto naturale, protettivo e realizzante, quello di mettere al primo posto la sua volontà di crescere il suo bambino. Sono poche ad essere così fortunate da poter compiere una scelta, oggigiorno ritenuta, radicale.

Le donne che si trovano a fare presto i conti con la quotidianità ed il rientro al lavoro, quelle che non possono fare altrimenti o quelle che nella professione hanno investito per la loro realizzazione personale, sentono quasi uno strappo interiore ogni volta che devono separarsi dal loro bambino. Questa sofferenza emotiva è ben spiegata dalla scienza, che ha verificato quanto profondo sia il legame tra madre e figlio, partendo proprio dalla presenza intracellulare nel sangue di entrambi.

Vero è che le donne sono capaci di tutto, anche di superare psicologicamente quel distacco giornaliero in vista del momento del ritrovo, ma il vuoto che una madre vive lontana dal suo bambino, si ricolma solo con il suo ricongiungimento.
È chiaro allora che un figlio non cambia la vita, trasforma la donna in mamma!

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