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La persona negativa vede del “marcio” in ogni cosa: questo articolo ci spiega perché

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Si usa dire che nella vita uno stato d’animo sereno spesso dipende dal modo in cui ci poniamo nei confronti del mondo esterno.

Detto in altro modo, “chi semina vento raccoglie tempesta”. La saggezza popolare non sempre è particolarmente acuta o ispirata, ma in questo caso il proverbio non fa una piega.

 

Se al mondo mostri la tua faccia arrabbiata, è molto probabile che il mondo ti risponda con un atteggiamento altrettanto negativo e ostile.

Insomma, se proiettiamo all’esterno risentimento, rabbia e frustrazione, è quasi certo che chi viene in contatto con noi non sarà capace di vedere oltre la superficie e ci ricambierà della stessa moneta.

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Perché, come in quasi tutto nella vita, anche nelle relazioni interpersonali agisce un principio di economia: in genere decidiamo se una persona ci piace o non ci piace nei primissimi secondi dopo che l’abbiamo incontrata.

Non ci mettiamo a fare grandi elucubrazioni e ragionamenti: questo perché quando eravamo nelle savane d’Africa non c’era tempo per sottili riflessioni psicologiche.

Si tratta di un meccanismo istintuale perfezionato in migliaia di anni di evoluzione e si deve supporre sia ancora piuttosto buono, perché è lecito presumere che chi non era capace di distinguere al volo tra amico e nemico spesso non sia sopravvissuto per tramandare i suoi geni…

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Un meccanismo che funziona nei due sensi, ovviamente. Se mostriamo la nostra faccia feroce – o semplicemente arrabbiata –, l’altra persona sarà indotta istintivamente a diffidare di noi e a scansarci il più possibile.

Le ricerche paleoantropologiche sempre più spesso ci mostrano che lo straordinario successo evolutivo dell’homo sapiens sapiens è dipeso in larga misura dalla sua capacità di collaborare coi suoi simili.

Chi mostra al prossimo la sua faccia peggiore si può presumere non sia molto incline alla collaborazione e quindi va evitato il più possibile.

C’è in proposito una storia il cui inizio in due parole spiega proprio questa dinamica.

“Un giovane arrivò all’ingresso di una città e, avvicinandosi, vide un anziano e gli chiese: «Che tipo di persone vivono in questo posto?». Il vecchio rispose con un’altra domanda: «Che tipo di persone vivono nel luogo da dove vieni tu?» «Un gruppo di egoisti e malvagi – rispose il giovane – Sono felice di essermene andato da lì». A quel punto l’anziano rispose: «Troverai le stesse persone anche qui”…

Potete immaginarvi il seguito.

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Dunque il consiglio è semplice: siate positivi e ottimisti e il mondo vi risponderà con lo stesso atteggiamento.


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