L’albero “Imperatrice” cresce in tempi record e può produrre fino a 4 volte più ossigeno degli altri

Tutti noi impariamo fin da piccoli quanto gli alberi siano importanti per il clima del pianeta e quindi anche per la nostra sopravvivenza: gli alberi assorbono anidride carbonica e restituiscono ossigeno, c’è ne sarebbe più che abbastanza per considerarli i “guardiani” di Madre Terra.

È per questo che l’abbondante presenza di alberi nell’ecosistema (si pensi solo alla grande foresta amazzonica, costantemente sotto attacco da parte degli speculatori brasiliani e non solo) è la migliore polizza che possiamo sottoscrivere a beneficio della nostra salute e di quella dei nostri figli.

Tra le innumerevoli specie di piante che popolano questo nostro (ancora) meraviglioso pianeta ce ne sono alcune che hanno una tale capacità di filtrare la CO2 e restituire ossigeno da risultare quasi inverosimile.

Una di queste piante eccezionalmente efficienti presenta delle caratteristiche che vale davvero la pena di conoscere. In termini strettamente tassonomici si chiama Paulownia tormentosa, ma il nome comune è “albero imperatrice”.

La sua caratteristica fondamentale è che riesce ad assorbire fino a dieci volte più anidride carbonica rispetto alle altre piante.

Conosciuta anche come “Kiri”, è un albero di origini orientali (proviene dalla Cina e dal Giappone), importato in Occidente a partire dal diciannovesimo secolo e usato molto frequentemente come pianta ornamentale, sia nelle dimore private che nei parchi pubblici.

È un albero dalla struttura forte ma al contempo flessibile, il che lo fa anche adoperare come fonte di legname per la fabbricazione di mobili e strumenti musicali. Un’altra qualità peculiare della Imperatrice è la sua straordinaria rapidità di crescita.

Basti pensare che un esemplare di questo albero in soli tre anni può raggiungere i venti metri di altezza.

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S’è pure scoperto che non solo è capace di depurare l’aria con grandissima efficacia, ma anche il terreno che la circonda.

Che sia la Paulownia la “cura” per il nostro ecosistema?

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