L’amore ha 5 fasi, la maggior parte di noi non supera la terza, voi a che punto siete?

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Siamo nel pieno della stagione degli amori estivi, per le più giovani, per le single, per le più intrepide e avventurose, o degli amori collaudati per chi è felicemente “accasato”. L’occasione è ghiotta: il relax, la vacanza, più tempo da dedicare al partner sono un plus del mese di agosto, seppur, alle volte, questa maggior frequentazione può accentuare le divergenze e fare da detonatore ad una grande crisi.

Non sorprende, quindi, vedere coppie formarsi o scoppiare. Ciò che, invece, vi stupirà sarà scoprire con noi che ogni amore vive 5 fasi, indipendentemente da sesso, religione, razza e cultura. Ogni storia passa attraverso 5 momenti clou.

La maggior parte di noi non ha superato, non supera e non supererà la terza. Questo perché si tratta di un’evoluzione continua e non è semplice modificarsi, accettarsi e crescere insieme.

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Spesso, quando si trova una certa armonia, alcune persone si annoiano e iniziano a guardarsi intorno, alla ricerca di un diversivo. Si tratta di una inettitudine alla stabilità dovuta quasi sempre alle radici familiari. Ciò che abbiamo imparato circa le emozioni, ci è stato trasmesso, consapevolmente o meno, dai nostri genitori. Esiste, in breve, una sorta di imprinting di famiglia che ci segna fin dall’infanzia. Chi da bambino ha assistito a rapporti tumultuosi, sarà più propenso alla noia, insomma.

A spiegarlo è Anna De Simone, psicologa e autrice del best seller “Riscrivi le pagine della tua vita” (Rizzoli).

Curiose di vederci più chiaro? Iniziamo!

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Amori estivi, amori duraturi? Per tutti le fasi sono 5: ecco le prime 3

Il compianto e amatissimo professore delle musica italiana, Franco Battiato cantava “La stagione dell’amore”, in realtà, però, sarebbe meglio parlare di stagioni, al plurale, perché sono 5. A delinearle per noi è il Dottor Jed Diamond, un consulente matrimoniale statunitense. Ma la nostra Anna de Simone ha rivisto questa distinzione in più fasi, adottandola sì dall’universo americano, ma adattandola a quello europeo.

1. Partiamo dalla prima, la più emozionante: l’innamoramento. A regolare le sensazioni fisiche e psichiche, contribuiscono le scariche ormonali dovute agli estrogeni, al testosterone, alla dopamina, alla serotonina, all’ossitocina. Ecco allora che si palesa l’attrazione fisica, il desiderio, l’eccitazione, l’appagamento. E noi pensiamo che sia merito dell’altro! Illuse! I veri responsabili sono gli ormoni, scatenati sì dal partner, ma nostri: sono loro a renderci egoiste, gelose, possessive, vogliamo che lui/lei siano solo nostri/e.

2. Poi arriva il momento in cui si forma la coppia, l’unione. Tutto sembra ammantato da una luce di serenità e gioia e l’istinto predominante è quello protettivo, non più quello sessuale. Lasciamo dietro di noi le nostre vesti di single e indossiamo gli abiti degli accompagnati. Ci sentiamo arrivati in vetta, abbiamo conquistato l’amore… ma quanto ci sbagliamo. Non siamo neanche a metà strada!

3. Stiamo per entrare nella terza fase, la più difficile, forse dall’inizio della nostra storia: la disillusione. L’altro non ci appare più ammantato di ogni pregio e virtù, iniziamo a percepire difetti e asperità caratteriali che nella convivenza logorano. A nostra volta percepiamo minor coinvolgimento da parte sua, ci sentiamo trascurate, ma imprigionate in una vita che non ci appartiene più. La coppia perde la sua coesione profonda, quella connessione di anime fatta di grande intimità e si trasforma in una convivenza forzata. Cos’è capitato? Non abbiamo saputo accettarci vicendevolmente, non abbiamo imparato a guardarci per ciò che siamo. Senza comprensione e rispetto, il partner diventa l’unico responsabile del fallimento di un amore, quando, in verità, lo siamo solo noi. E qui, molti amori caracollano: la storia cade in rovina come una torre antica assaltata dai nemici.

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I più resilienti, i più elastici, i più autocritici, vanno oltre… e a loro appare il nuovo mondo!

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Le 2 fasi finali, che non sono la fine dell’amore, ma l’apice.

4. Superata la terza stagione dell’amore, si entra in una fase che è sublime, il vero capolavoro del sentimento: l’alleanza profonda. Dopo i conflitti, i dolori, le avversità, il cielo appare sereno: chi arriva fin qui ha imparato ad accettare l’altro davvero, a stimarlo profondamente, nonostante tutto! Si torna allora ad essere complici, si ritrova l’intimità, si assicura nuovamente protezione. Le spade sono nel fodero, ormai. Non ci si aspetta più nulla dall’altro, non sarà lui a guarire vecchie o nuove ferite, lui porterà solo sostegno, comprensione, ascolto, abbracci lunghi, infiniti, conforto.

Chi arriva a questo punto ha imparato una cosa importantissima: il perdono per la delusione di un amore non corrispondente all’innamoramento iniziale non va accordato al partner. Lui non centra niente, non ha responsabilità alcuna. Siamo noi, in prima persona, ad averlo ammantato di una luce non prettamente sua, inebriate come eravamo dagli ormoni dell’amore.

5. Se anche chi amiamo arriva a questa consapevolezza, allora si può procedere insieme verso la quinta ed ultima stagione: quella che riguarda il cambiare in coppia e non singolarmente. In pratica, si impara, ragionevolmente e con amore, a scendere a compromessi, a fare scelte che modificano il cammino di entrambi e si prosegue mano nella mano. Ma solo a patto di essere guidati dal reciproco rispetto, dall’accettazione e dal desiderio di crescere ancora insieme.

Da ora in avanti, questo amore profuma di eternità!

E voi? A che punto siete?

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