L’annuncio di Papa Francesco: abolito il segreto pontificio per gli abusi sui minori

L’annuncio di Papa Francesco: addio al segreto pontificio per tutti coloro che commettono abusi sui minori.

Papa Francesco si dimostra ancora una volta un Papa diverso, più vicino alla gente, e molto innovativo rispetto alle tradizioni del mondo vaticano che sembravano intoccabili. Nel giorno del suo compleanno, 83 anni ben portati, il papa ha enunciato alcune clamorose novità.

Questa volta l’approccio è tra quelli più delicati e ingombranti, gli abusi ai minori. Fino ad oggi era particolarmente complicato dover procedere legalmente nei riguardi di quei religiosi sui quali pendevano sospetti spiacevoli. Gli abusi nei confronti dei minori sono una di quelle cose con le quali non si vorrebbe mai aver a che fare, né da una parte né dall’altra.

Fonte di enorme imbarazzo per tutta la chiesa, nella quale vivono e lavorano ogni giorno centinaia di persone che mai nella vita vorrebbero trovarsi in una situazione di questo genere.
Nonostante questo, purtroppo, negli ultimi vent’anni è accaduto molte volte che dei religiosi siano stati accusati di pedofilia o semplicemente di molestie sessuali, semmai si possano definire semplici.

L’annuncio di Papa Francesco: arriva la svolta

Oggi finalmente Francesco ha fatto un passo in avanti e incontro alle persone, mettendo la chiesa e i religiosi sullo stesso piano di qualunque altra persona sulla terra.

Nel futuro i sacerdoti, i vescovi, i cardinali, o qualunque altra figura di qualunque caratura, potrà essere giudicata in piena trasparenza, anche da magistrati e giudici laici, contrariamente a quanto accadeva finora.

L’altro importantissimo cambiamento riguarda l’età definita minore. Finora nelle controversie che riguardavano il Vaticano, venivano considerati minori soltanto i bambini fino a 14 anni; da oggi l’età minore viene estesa fino a 18 anni, com’è giusto che sia.

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Non sarà più imposto il vincolo di silenzio dunque, in aggiunta ai precedenti cambiamenti che Francesco aveva già fatto, come ad esempio l’obbligo di denuncia da parte dei superiori o supervisori che vengono a conoscenza dell’ipotesi di reato.

Queste nuove regole sono particolarmente ben accolte soprattutto in questo momento storico, in cui i fedeli chiedono trasparenza, chiarezza, onestà, e non si accontentano più del vecchio detto “Fa quel che il prete dice, non quel che il prete fa”.

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