Le 7 regole d’oro per educare i nostri bambini, ecco cosa dice un importante psichiatra infantile italiano

Giovanni Bollea è stato un importante psichiatra italiano: nella sua attività professionale si è occupato soprattutto di sviluppo infantile. Si può dire che la sua sia stata una vera e propria rivoluzione nell’ambito della neuropsichiatria infantile del nostro Paese.

È stato lui, infatti, a introdurre per la prima volta la psicoanalisi e la psicoterapia di gruppo nella pratica clinica.

Come tutti i grandi, il dottor Bollea era attento anche agli aspetti pratici della sua materia, sicché ci ha lasciato in eredità un utilissimo vedemecum a beneficio dei genitori.

Si tratta di alcune regole – sette, per la precisione – che se applicate alla relazione coi bambini possono favorire nei piccoli lo sviluppo di una personalità sana ed equilibrata.

 

Uno. Date loro di meno. Hanno troppo di tutto. Il consumismo fa sparire il desiderio e apre le porte alla noia.

Due. Ciò che conta è la qualità, non la quantità, del tempo che si trascorre coi bambini. I primi venti minuti dopo il ritorno a casa dal lavoro sono fondamentali: vanno dedicati al colloquio e alle carezze. Mai chiedere se hanno fatto i compiti o che voto hanno avuto a scuola.

Tre. I giochi più belli ed educativi dovrebbero nascere da una idea della mamma e dalle mani del papà, ma purtroppo i genitori non sono più capaci di inventare giochi semplici e nuovi.

Quattro. Dai tre ai cinque anni è ottima cosa avviare i piccoli alle faccende di casa. Insegnate loro, per esempio, ad attaccare un bottone o ad adoperare un piccolo ferro da stiro.

Cinque. Quanto agli sport, questi vanno incoraggiati solo se sono i bambini a desiderarlo. Meglio quelli di gruppo: l’importante è che diano importanza non al diventare campioni ma all’emergere con fatica; ottime due o tre ore di palestra la settimana.

LEGGI ANCHE:  Emozionante lettera di una nonna che ci farà riflettere sul tempo che fugge via. Da leggere tutta d'un fiato

Sei. Abituate i piccoli al bello: musica, teatro, quadri, fotografie instillano in loro la voglia di migliorare. I soldi impiegati per la cultura sono quelli che rendono di più (contrariamente a quanto pensava un ex ministro della Repubblica…).

Sette. Sarebbe un’ottima cosa far uscire le donne che lavorano una mezz’ora prima, la sera. In tal modo quando i figli tornano a casa da scuola le troverebbero meno stressate e più inclini al gioco e alla relazione.

 

Seguici su google news!
Potrebbe interessarti anche...