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Le ceneri del vulcano Sangay mettono in pericolo le piantagioni di banane

vulcano Sangay

Le ceneri del vulcano Sangay mettono in pericolo le piantagioni di banane.

Per colpa dell’eruzione di un vulcano, una parte non trascurabile dei 55mila ettari di piantagioni di banane ecuadoriane è messa a rischio e nei prossimi mesi nei nostri mercati potremmo trovarci a corto di questo frutto, con conseguenti e prevedibili rialzi dei prezzi.

Le ceneri del vulcano Sangay mettono in pericolo le piantagioni di banane

Le piantagioni di banane della provincia ecuadoriana del Guayas sono state particolarmente colpite dalle ceneri eruttate a giugno dal vulcano Sangay (che è in attività ininterrotta dal 1934), che hanno deteriorato la qualità della frutta da esportazione.

Una delle aree maggiormente colpite è stata Canton Milagro, dove i produttori hanno accusato sensibili perdite nella produzione destinata ai mercati internazionali.

Le piantagioni sono ancora coperte da uno spesso strato di ceneri e i raccoglitori sono costretti a indossare camicie a maniche lunghe per limitare al minimo il contatto con questo materiale.

Sia i contadini che i tecnici a questo punto stanno sempre più verificando che le banane colpite dalla caduta di ceneri non sono adatte per l’esportazione. Fino a circa una settimana addietro, la produzione colpita assommava a circa il due per cento, ma a questo punto siamo già al dieci.

Ivan Cabrera, vicepresidente dell’associazione regionale dei produttori di banane ecuadoriani (Agroban) e produttore nella zona di Milagro, dice che le perdite delle piantagioni sono variabili. Saranno minime – sostiene – nelle aziende che hanno usato dei teli per coprire i caschi, mentre altrove potranno arrivare a un quarto della produzione.

Agroban è parte di un’associazione più ampia. Questa stima che sui 55mila ettari interessati dall’eruzione del vulcano circa il 30 per cento della frutta andrà perduta.

Il settore spera che l’eruzione non comprometta la buona performance conosciuta dalle esportazioni nel 2020. Tra gennaio e agosto le spedizioni erano cresciute dell’8,45 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, per un totale di 260 milioni di cassette.

 


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