I medici di tutto il mondo sono in attesa di questo tatuaggio. Può salvare vite umane.

Secondo una recente relazione pubblicata dall’International Diabetes Federation (IDF) con sede a Bruxelles, nel mondo più di 400 milioni di persone soffrono di diabete. Di questa somma, circa il 90% è colpita da diabete di tipo 2. Il numero delle sue vittime corrisponde alla somma dei malati di AIDS, tubercolosi e malaria messi insieme.

I diabetici devono controllare costantemente i livelli di zucchero del sangue. La verifica avviene attraverso una rapida analisi per la quale è necessario pungersi il dito, prelevare una goccia e dunque inserirla in un dispositivo attraverso particolari fascette monouso. Questa serie di movimenti e di punture da ripetere tutti i giorni e più volte al giorno potrebbe però essere rimpiazzata in un futuro prossimo da una nuova e più comoda tecnologia.

Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e dell’Università di Harvard stanno attualmente lavorando su un progetto che potrebbe presto semplificare il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue e di altri indicatori: si tratta dei tatuaggi biosensori.

Il tatuaggio biosensore è realizzato in modo da cambiare colore alla variazione dei livelli di zucchero nel sangue. Ciò è reso possibile da inchiostri speciali in grado, inoltre, di rilevare anche il pH e i livelli di sodio nel corpo.

Nella pratica, l’inchiostro che costituisce il tatuaggio biosensore passa man mano da una tonalità blu ad una marrone a seconda dei livelli di glucosio, mentre per il pH si assiste al passaggio dal viola al rosa e viceversa. Per quanto riguarda il sodio, invece, l’inchiostro diventa verde sotto la luce UV.

Purtroppo bisogna dire che la sperimentazione di questa nuova ed entusiasmante tecnologia è ancora alle prime fasi, come informa un esponente del MIT alle prese con il progetto. Al momento il tatuaggio biosensore è stato testato sulla pelle di maiale, molto simile a quella umana.

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Secondo Xin Liu, responsabile della ricerca, diverse criticità ed incertezze rallentano lo sviluppo del tatuaggio biosensore, e quindi potrebbe passare ancora un po’ di tempo prima che sia possibile effettuare test sull’essere umano.

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