Noam Chomsky: “La pandemia da Coronavirus si poteva prevenire”

Noam Chomsky

Noam Chomsky: “La pandemia da Coronavirus si poteva prevenire”.

Lui ha ormai raggiunto i novantuno anni, ma è ancora una delle menti più lucide che ci siano in circolazione.

Noam Chomsky di professione fa il linguista e il filosofo del linguaggio, ma si è sempre occupato con entusiasmo e grande intelligenza di tutti i problemi che hanno attraversato nei decenni il dibattito pubblico americano e non solo.

Docente emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, Chomsky non poteva non intervenire anche sulla pandemia che in questo inizio di 2020 ci sta costringendo tutti a casa.

Secondo lui prima dello scoppio della pandemia c’erano a disposizione informazioni sufficienti a prevenirla. Ma non solo: quando sarà passata, avremo ancora di fronte a noi due minacce della stessa gravità, se non peggiori: il riscaldamento globale e la possibilità della guerra nucleare.

Di questo e altro il filosofo di Philadelphia ha parlato col collega croato Srecko Horvat, in un colloquio che è disponibile su YouTube.

Noam Chomsky: “La pandemia da Coronavirus si poteva prevenire”

Ha detto Chomsky, in particolare: “La pandemia si poteva prevenire: le informazioni c’erano, erano ben note. Nell’ottobre 2019, proprio poco prima che scoppiasse, ci fu negli Stati Uniti una simulazione su larga scala di una pandemia di questo genere”.

Il riferimento è a una esercitazione di contagio che si tenne al Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione col World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation.

Però “non si fece nulla – accusa Chomsky – e la crisi è stata aggravata dal menefreghismo dei sistemi politici, che non hanno tenuto conto di quel che si sapeva”.

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Ancora: “Il 31 dicembre la Cina informò l’Organizzazione Mondiale della Sanità di sintomi simili alla polmonite di origine sconosciuta. Una settimana dopo scienziati cinesi identificarono il Coronavirus, lo sequenziarono e ne informarono il mondo. Già allora tutti quelli che si presero il disturbo di leggere i rapporti della OMS, virologi e altri, sapevano che avrebbero dovuto affrontare un’epidemia. Fecero nulla? Beh, sì, alcuni si mossero. Cina, Sud Corea, Taiwan e Singapore cominciarono a muoversi e sembra che siano stati in grado di contenere la malattia, per lo meno all’inizio”.

Ma non tutti fecero altrettanto, nota Chomsky. Tra i peggiori gli Stati Uniti: “Un giorno (Donald Trump) dice che ‘Non c’è nessuna crisi, è solo un’influenza’. Il giorno dopo, ‘Si tratta di una crisi terribile e io lo sapevo fin dall’inizio’. I giorno dopo ancora: ‘Dobbiamo tornare alla vita normale, perché devo vincere le elezioni (le presidenziali di novembre, ndr)’”.

Il commento di Chomsky: “L’idea che il mondo si ritrovi in queste mani è sconvolgente”.

Ma la pandemia passerà, naturalmente. Il che però non sembra rassicurare più di tanto il filosofo americano: “Vale la pena di ricordare che si sta avvicinando un orrore molto peggiore. Siamo sull’orlo del disastro, qualcosa di molto peggiore di qualunque altra sciagura abbiamo mai conosciuto nella storia umana”·

Che dire? Speriamo solo che abbia torto.

Fonte: Al Jazeera.

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