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Parlate al gatto anche voi quasi fosse un amico? È un segnale di…

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Parlate anche voi al vostro gatto, quasi fosse un amico? Non siete pazze, anzi… secondo recenti studi è un segnale di profonda intelligenza.

L’antropomorfismo consiste nell’attribuzione di qualità e reazioni umane ad animali, fenomeni naturali e cose ed è tutt’altro che una deviazione infantile, tribale o sintomatica di un deficit mentale. Secondo recenti studi, riconoscere in altro da sé una sorta di umanità recondita è un segnale distintivo di un cervello superiore, un riflesso sintomatico di una elevata capacità di ragionamento e relazione.

Ma come è possibile questa comunicazione tra regni così diversi? Curiose? Iniziamo!

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Parlate al gatto

Parlate al vostro gatto… perché è importante!

Aprire un canale di comunicazione con i vostri felini è importantissimo: li coinvolgerete nella vostra routine e costruirete con loro una relazione profonda.

I gatti comprendono: infatti il 93% della comunicazione non avviene attraverso alle parole, ma al tono della voce, alla postura e al linguaggio del corpo che assumiamo mentre comunichiamo. I felini, quindi, non comprenderanno la costruzione della frase, ma sono in grado di cogliere la maggior parte delle cose che desideriamo trasmettere loro, percependo chiaramente le nostre emozioni dagli elementi paraverbali.

E rispondono: il miagolio non è una reazione naturale nei gatti, che preferiscono basarsi su altre vie comunicative come quella olfattiva e comportamentale. Emettono suoni, quindi, quasi ed unicamente per entrare in contatto con i padroni, pardon… i conviventi! Sviluppano addirittura miagolii specifici per segnalare esigenze via via differenti: fame, sete, necessità di uscire… A questo voi, rispondete inconsciamente in maniera specifica, accontentandoli. La percezione soggettiva del felino sarà quella di essere compreso e la sua fiducia nei vostri confronti aumenterà.

Inoltre il miagolare del gatto può essere stimolato, a tal punto che, non a caso, proprietari ciarlieri hanno animali chiacchieroni. Quindi, quand’anche il vostro pelosetto inizialmente non rispondesse, continuate a parlare con lui… imparerà a relazionarsi giorno dopo giorno. Potrete così insegnargli dei comandi basilari come ad esempio “scendi” o “vieni” (pronunciate sempre le parole in tono perentorio e deciso, ma MAI minaccioso).

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Infine, conoscere i loro miagolii risulta importante anche per determinarne lo stato di salute: un gatto malato o sofferente modifica i suoi vocalizzi, anche solo leggermente e se avrete l’orecchio allenato, potrete provvedere subito e aiutarlo a stare meglio!


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