Perché è meglio non starsene in pigiama durante la quarantena

Perché è meglio non starsene in pigiama durante la quarantena.

Ormai siamo tutti quanti tappati in casa da più due settimane: per ognuno si tratta di un cambio di abitudini radicale e anche piuttosto destabilizzante.

 

Le nostre quattro pareti di casa si sono trasformate nel luogo della nostra intimità, ma anche in quello del divertimento, dell’esercizio fisico e della riflessione. E anche del lavoro, per i pochi fortunati che che possono continuare a lavorare da casa attraverso il computer.

Senza dubbio molti avranno scelto di aggirarsi per casa perennemente in pigiama. Del resto, a che pro cambiarsi, se tanto poi non si può uscire se non una volta alla settimana per andare a fare la spesa?

Perché è meglio non starsene in pigiama durante la quarantena

Ma chiediamoci: si tratta di un atteggiamento sano da tenere in questi giorni lunghissimi e strani di confinamento forzato?

Secondo quanto ci assicurano gli psicologi, la risposta pare proprio essere negativa.

Dopo tutto, essere costretti in casa ci fa perdere quella struttura routinaria della giornata che è quella che nei tempi normali ci dà sicurezza e ci aiuta ad andare avanti: la sveglia, la doccia, la colazione, il traffico, il lavoro e poi di nuovo a casa.

Tutto questo per la maggior parte delle persone è saltato ed è comprensibile che molti possano cedere alla tentazione di una certa pigrizia.

Ma svegliarsi tardi, rimanere in pigiama, non fare la doccia e lavorare senza orario (per quelli che possono, ovviamente) sono tutti comportamenti che alla lunga possono sfociare in depressione e ansietà.

 

È esattamente per questo che gli psicologi consigliano invece di cercare di mantenere, per quanto possibile, le abitudini che scandivano la nostra giornata nei tempi pre-Coronavirus: come un antidoto a un possibile lento scivolamento nella tristezza e poi nella depressione.

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Certo, non è facile, anche pensando a quello che ci aspetta nel dopo-Coronavirus (una crisi economica probabilmente spaventosa, paragonabile a un dopoguerra).

Ma appunto per questo diventa ancora più importante che la fine del contagio ci trovi pronti alla battaglia e non sconfitti in partenza dalla depressione.

 

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