Piangere fa bene alla salute, lo dicono gli esperti. Ecco 5 validi motivi

Piangere fa bene alla salute, ce lo dicono gli esperti della salute mentale.

Sebbene nella coscienza collettiva (di vecchio stampo) il piangere venga visto come segno di debolezza (uomini) o di drammaticità (donne), non è così.

Piangere semplicemente aiuta a buttar fuori le emozioni che abbiamo dentro. Ed indubbiamente dopo ci si sente meglio.

piangere fa bene

 

Piangere fa bene, 5 motivi per lasciarsi andare

1. Fa ammettere i motivi delle proprie sensazioni. Succede che ad un certo punto ti senti un nodo alla gola, ti si stringe il petto e scoppi a piangere. Apparentemente senza motivo. Invece il motivo c’è. Magari lo ignori o non riesci ad esprimerlo a parole. O semplicemente a livello emotivo lo hai sotterrato, pensando di sopportare. Poi all’improvviso la stessa emotività repressa ingoia la classica goccia che fa traboccare il vaso. Anche una cosa sciocca, che magari non c’entra nulla ma tu esplodi nel pianto. E tutto risale, tutto è chiaro ed il pianto è la valvola di sfogo.

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2. Aiuta a ridurre lo stress. Piangere, è stato dimostrato, abbassa i livelli di Cortisolo (l’ormone dello stress). Se lo stress viene trattenuto/sopportato troppo a lungo può generare problemi fisici ed emotivi. Irritabilità, mal di testa, di stomaco ad esempio. Piangere serve a buttar fuori quello stress.

3. E’ un ottimo modo per calmarsi. Oltre ad abbassare i livelli di Cortisolo, è capace di ridurre la frequenza cardiaca. Sembra contraddittorio, se si considera un pianto di rabbia eppure è così. Piangendo, lentamente si ritrova un equilibrio, sia fisico che mentale. Qualsiasi emozione si esterni.

 

E ancora:

4. Migliora l’umore. Sembra contraddittorio ma non lo è. Piangere quando se ne sente il bisogno, senza reprimerlo, ci fa sentire meglio. Perché in questo modo si affronta subito l’emotività che lo ha provocato. E si vive più sereni.

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5. Aiuta a connettersi con gli altri. Non piangere quando se ne sente il bisogno può causare l’innalzarsi di barriere emotive che possono minare le relazioni con gli altri. E alla lunga, reprimere le emozioni ci impedisce di comprenderle, provocando frustrazioni e risentimenti. Ed anche rabbia. Tutto ciò influisce negativamente sulla nostra capacità comunicativa nonché sull’empatia con coloro con cui ci rapportiamo. In questo modo impediamo anche a loro di comunicare con noi e magari aiutarci.

 

In conclusione, lasciarsi andare ad un bel pianto liberatorio non deve farci vergognare. E’ uno dei modi per prendersi cura di se stessi e, da un certo punto di vista, di circondarsi di persone che tengono a noi.

 

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