soia pro e contro

Proteine della soia: quali i pro e i contro

Proteine della soia: quali i pro e i contro.

Le proteine della soia fanno bene o fanno male? Vegani e vegetariani fanno spesso affidamento sulla soia per il loro fabbisogno di proteine, ma le proteine della soia sono davvero la scelta giusta? Qui di seguito vediamo di saperne un po’ di più.

Proteine della soia: quali i pro e i contro

Dal punto di vista nutrizionale la soia fornisce proteine di elevata qualità, ovvero contiene tutti i nove aminoacidi essenziali per l’organismo (quelli che non siamo in grado di produrre da soli).

I fagioli di soia (cotti) danno all’incirca 130 calorie per ogni etto di prodotto e più o meno 12 grammi di proteine, 5 grammi di grassi, 10 grammi di carboidrati e 4 grammi di fibra.

Tutto ciò lo si può assumere o mangiando fagioli di soia oppure i prodotti che se ne ricavano, ovvero miso, tofu e tempeh.

Trenta grammi di soia in polvere, in particolare, forniscono circa il 25 per cento del fabbisogno giornaliero di ferro, il 22 per cento di quello di fosforo e altrettanto per il rame; inoltre contengono circa 23 grammi di proteine.

La soia in polvere è pertanto un’ottima sorgente di proteine, ma è pure ricca di fitati, sostanze che si ritiene possano diminuire l’assorbimento dei minerali.

I fitoestrogeni

Le perplessità più serie riguardo alla soia dipendono dal suo contenuto in fitoestrogeni. In particolare c’è chi ritiene che i fitoestrogeni possano impattare sulla fertilità.

Uno studio avrebbe evidenziato una diminuzione nella conta degli spermatozoi e nella loro motilità in uomini cui era stata data impartita una dieta ad alto contenuto di proteine di soia.

Va però sottolineato che lo studio aveva delle limitazioni: il numero delle persone sottoposte alla ricerca era piuttosto limitato e includeva per lo più uomini in sovrappeso, dunque si può sostenere che il campione non fosse esattamente rappresentativo della popolazione generale. Insomma, la verità è che non c’è una conclusione definitiva in materia.

Soia e tiroide. In generale la maggior parte degli studi non ha evidenziato una relazione diretta tra consumo di soia e disturbi alla tiroide. Va però ricordato che una ricerca del 2011 ha trovato una maggiore possibilità di passare da una fase di ipotiroidismo sub-clinico, cioè non sintomatico, a una di ipotiroidismo conclamato nei soggetti che consumano regolarmente la soia. Si ritiene però che siano necessari altri studi per confermare o smentire questa tendenza.

Un vantaggio del consumo di proteine della soia, invece, riguarderebbe il colesterolo, con una riduzione di quello “cattivo” (LDL) e un aumento di quello “buono” (HDL) in chi consuma abitualmente soia.

Queste idee valgono oro… Altro che lattine!