Quattro alimenti comuni che infiammano l’intestino senza che tu te ne renda conto

Quattro alimenti comuni che infiammano l’intestino senza che tu te ne renda conto.

Ci sono ormai diversi studi scientifici secondo i quali una dieta troppo ricca in alimenti processati (industriali, soprattutto) può condurre a uno stato di infiammazione cronica dell’organismo. In effetti quest’ultima è stata messa in relazione col rischio di soffrire di diabete e demenza, oltre che di altre malattie metaboliche.

Adesso un nuovo studio sembrerebbe stabilire un nesso tra le patate fritte, i biscotti, le bibite gassate, quelle energetiche molto zuccherate e la cosiddetta “malattia infiammatoria dell’intestino”.

Quattro alimenti comuni che infiammano l’intestino senza che tu te ne renda conto

La ricerca, pubblicata di recente sulla rivista PLOS ONE e condotta da scienziati dell’Università statale della Georgia (Stati Uniti), si basa sui dati di una inchiesta pubblicata negli Stati Uniti nel 2015 che analizzava le frequenza nella popolazione adulta del consumo di 26 alimenti.

Oggigiorno negli Stati Uniti la “malattia infiammatoria intestinale” colpisce più di tre milioni di persone adulte e si manifesta principalmente o come morbo di Crohn, che può colpire tutto il tratto gastrointestinale, o come colite ulcerosa, che invece colpisce sopratutto l’intestino crasso e il colon.

Gli alimenti da evitare

Lo studio ha evidenziato che tra gli alimenti più consumati dalle persone affette dall’infiammazione intestinale c’erano non solo le patate fritte, ma anche i formaggi e i biscotti. Inoltre s’è visto che queste persone erano tra quelle che consumavano meno succhi di frutta naturale in confronto agli individui senza infiammazione intestinale.

 

D’altra parte, s’è visto anche che il consumo di latte e di popcorn è meno frequentemente associato a questa affezione.

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I ricercatori sottolineano che, sebbene il consumo del cosiddetto “cibo spazzatura” si associ significativamente alla malattia infiammatoria, i comportamenti alimentari tanto dei malati quanto dei non malati erano molto simili.

Il che potrebbe suggerire che in gioco ci potrebbero essere altri fattori, come per esempio le modalità di preparazione (per esempio la frittura): è chiaro che per chiarire questo punto occorreranno altre ricerche.

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