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Rocco Schiavone 3, al via ad ottobre dopo l’ultima replica di stasera. Le anticipazioni

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Sta per arrivare Rocco Schiavone 3, sempre con Marco Giallini. La terza stagione della  serie inizierà mercoledì 2 ottobre alle 21.20 su RAI 2.

Prima, però, ci sarà nella serata di oggi, mercoledì 25 settembre, sulla stessa rete, l’ultima replica della seconda stagione. S’intitola “Prima che il gallo canti” ed è tratta dal romanzo giallo di “Pulvis et Umbra” di Antonio Manzini, i cui bestseller sono editi da Sellerio.

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Trama? Il vicequestore Rocco Schiavone torna a Roma: deve indagare sul ritrovamento di un cadavere. Ha in tasca solo il suo numero di telefono.

Schiavone sospetta che ci sia una talpa all’interno del suo distretto e a maggior ragione dovrà fare attenzione a come muoversi. Qualcuno lo controlla e informa dei suoi spostamenti.

Questo gli provocherà un forte senso di insicurezza e per la prima volta sentirà di non potersi fidare quasi di nessuno. Persona fidata è semmai un bambino, Gabriele, suo vicino di casa.

La terza stagione della serie è costituita da quattro episodi: il primo, che andrà in onda appunto il 2 ottobre, s’intitolerà “La vita va avanti”. Gli altri “L’Accattone”, “Après le boule passe” e “Fate il vostro gioco”.

Sono prodotti da Cross Productions e RaiFiction e a livello internazionale da Beta Film. Sceneggiatore è lo stesso Manzini con Maurizio Careddu, regista Simone Spada e il direttore della fotografia Fabrizio Lucci.

Giallini ha parlato di questa nuova stagione e del suo personaggio in una recedente intervista per “TV Sorrisi e Canzoni”. Grande la solitudine in cui Schiavone si troverà ad agire: non avrà amici. Sebastiano (Francesco Acquaroli) lo ritiene responsabile del proprio arresto; Caterina (interpretata da Claudia Vismara) l’ha tradito e l’unico su cui potrà fare affidamento, sarà proprio il piccolo Gabriele (Carlo Ponti di Sant’Angelo). Poi ne conoscerà la madre e ci sarà un colpo di scena.

Ma che rapporto ha Marco Giallini con il suo personaggio? Ottimo, racconta: Rocco gli somiglia tantissimo ed è forse il più vicino che gli sia mai capitato di interpretare. Tornare nei suoi panni, gli viene “naturale”. Addirittura dice: “Mi guardo allo specchio e io sono quello lì. E’ un duro, uno che non ha paura”.

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