Sanità, liste di attesa per gli esami di oltre 60 giorni? Vai dal privato e paghi solo il ticket. Ecco come fare

Il nostro paese sta affrontando una serie di problemi di difficile soluzione, dall’economia alla disoccupazione, dai flussi migratori alle epidemie di malattie che sembravano ormai debellate.

Ognuna di queste problematiche influisce sull’andamento delle strutture sanitarie pubbliche, che sempre più spesso ci costringono ad attendere tempi fin troppo lunghi per sottoporsi alle visite mediche di cui abbiamo bisogno.

Mentre in alcuni casi rimandare la visita non influisce sullo stato di salute e sulla guarigione del paziente, alcune condizioni mediche necessitano di esami, visite e interventi urgenti. Purtroppo, come si accennava prima, le strutture sanitarie pubbliche sono così intasate da non potervi fare sempre affidamento.

Quando non si può attendere, i pazienti decidono di rivolgersi a cliniche e medici privati, pagando il conto salato di tasca loro pur avendo diritto ai benefici concessi dallo Stato. Sempre che si abbiano fondi sufficienti.

Chi non può permettersi spese mediche extra non può fare altro che accettare il proprio destino… a meno che non rientri nel Piano nazionale di governo delle liste di attesa, anche noto come PNGLA.

Questo elenco stabilisce una serie di visite specialistiche che, per la loro importanza, vengono sovvenzionate anche nel caso in cui il paziente si rivolge ad una struttura privata. Anche in questo caso, proprio come avviene con le procedure sanitarie pubbliche, si dovrà pagare unicamente il ticket.

Ci sono alcune condizioni che danno accesso alla copertura pubblica per visite private, ed è tutta una questione di tempo.

Se chiediamo all’Azienda Sanitaria Locale una visita specialistica ma i tempi di attesa superano quelli stabiliti dal PNGLA, il paziente può chiedere il cosiddetto regime libero-professionale (intramoenia), ossia chiedere all’ASL di fissare un appuntamento con una struttura convenzionata.

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I tempi massimi previsti dal Piano nazionale sono:

30 giorni per visite specialisti (es. cardiologia, oculistica)
entro 30 giorni per interventi chirurgici urgenti
60 giorni per diagnosi strumentali (es. mammografia e TAC)

Se avete chiesto una visita ma i tempi di attesa superano tali periodi, si consiglia di rivolgersi al medico curante e chiedere della possibilità di una visita in regime libero-professionale, con il solo pagamento del ticket.

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