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Santo del Giorno 1 Agosto: Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

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Il Santo del giorno 1 Agosto è Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e Dottore della Chiesa vissuto fra il ‘600 e il ‘700.

Conosciamo meglio questa interessante figura religiosa: vediamo chi era, cosa fece, perché è importante e perché è stato canonizzato.

Santo del giorno 1 Agosto: cenni biografici su Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

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santo del giorno 1 agostoAlfonso nacque a Marianella, nei pressi di Napoli, nel 1696.

Molto portato per gli studi, dopo aver ricevuto la prima educazione, a soli 16 anni, grazie ad una speciale dispensa, si laureò in Legge.

Per circa dieci anni il giovane fece con successo l’avvocato, ma una causa persa ad un certo punto lo mandò in crisi.

Nonostante la contrarietà del padre, Alfonso decise di dedicarsi alla vita religiosa.

Ciò gli fu possibile scendendo a patti con il genitore: mantenendo il domicilio nella casa paterna, nel 1726 venne ordinato sacerdote.

Grandissimo fu il suo impegno per migliorare le condizioni di vita nella zona.

Giovanni andò in aiuto dei malati, dei ragazzi di strada e dei poveri.

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Fondò la Congregazione del SS. Redentore, ma a causa di invidie ed inimicizie, lui ed i compagni si divisero in piccoli gruppi.

Questi furono molto operativi nel sociale e, in particolare, si adoperarono per togliere dalla strada i ragazzi, ai quali insegnarono il vivere civile.

Il successo e la presa sui giovanissimi furono enormi.

Nel 1762 Alfonso, che in realtà non lo desiderava affatto, fu nominato vescovo di S.Agata dei Goti, vicino Benevento.

Il vescovato e l’opera sociale

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori fu un grande vescovo, specialmente nel sociale.

Nel beneventano, all’epoca, l’ignoranza e l’indigenza erano assai diffuse e il religioso si adoperò moltissimo per migliorare la situazione riuscendoci in gran parte.

Egli si occupò sì, come suo compito, di curare le anime, ma anche dei problemi materiali, fornendo in tal senso aiuti concreti.

Ad un certo punto lo stato di salute del religioso cominciò a peggiorare fino a che non si ritrovò quasi cieco e con una artrite ormai insopportabile.

Alfonso decise così di dimettersi e si fece dare il permesso di tornare nella sua congregazione.

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Qui morì nel 1787 lasciando di sé una grande impronta umana, morale, spirituale e materiale.

E’ compatrono di Napoli.


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