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Santo del Giorno 16 Settembre: Santi Cipriano e Cornelio

Santi Cipriano e Cornelio
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Siete pronti a scoprire insieme a noi qual è il Santo del giorno 16 Settembre?

Oggi si celebra la memoria liturgica dei Santi Cipriano e Cornelio, martiri vissuti nel III secolo d.C.

Conosciamoli da vicino: vediamo chi erano, cosa fecero, cosa hanno fatto di importante e perché si è arrivati alla loro canonizzazione.

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Santo del giorno 16 Settembre: chi era San Cipriano

Santo del giorno 16 Settembre

Cipriano nacque all’inizio del III secolo d.C. da famiglia pagana, ma si convertì e nel 240 fu battezzato.

Divenuto vescovo di Cartagine, si trovò a dover fronteggiare una situazione politica e sociale molto difficile.

Era quella un’epoca di grandi persecuzioni contro i cristiani e capitava a volte che gli arrestati, su pressione degli accusatori e per sfuggire alla pena di morte, accettassero di adorare gli idoli (pur restando intimamente cristiani).

Cipriano ad un certo punto fuggì, si nascose e protesse in ogni modo tanti altri cristiani come lui.

Quando le persecuzioni finirono, alcuni “rinnegati”, che avevano fatto finta di abiurare solo per paura e per salvarsi la vita, chiesero di essere riammessi nella Chiesa.

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Cipriano apparteneva agli indulgenti, a coloro cioè che erano disposti a dare un’altra possibilità a queste persone.

In contrapposizione con loro c’erano i rigoristi, che invece non volevano la loro riammissione.

Quando ebbe luogo lo scontro fra il legittimo papa Cornelio e Novaziano, che si era autoletto tale, Cipriano prese le parti del primo, finendo martire per decapitazione nel 258.

Chi era San Cornelio

Nato alla fine del II secolo d.C. da una nobile famiglia romana, Cornelio salì al soglio pontificio dopo Fabiano, fatto uccidere dall’Imperatore Decio.

Riconosciuto da tutti come uomo buono e giusto, egli si mostrò indulgente con i cristiani che avevano rinnegato la fede per paura durante le persecuzioni e predicò sempre l’unità della Chiesa, cercando di preservarla da divisioni interne e scontri.

Ma non ci riuscì.

Autoproclamandosi papa, Novaziano provocò di fatto una insanabile frattura nell’istituzione e divise i vescovi in due fazioni.

Sostenuto dai più nel suo ruolo, Cornelio venne però incarcerato dal successore di Decio, l’Imperatore Treboniano Gallo, che riprese le persecuzioni.

Esiliato a Civitavecchia, lo sfortunato pontefice morì nel 253 in prigione.

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