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Scabbia: sintomi, cause scatenanti e cura

Scabbia: sintomi, cause scatenanti e cura.

Negli esseri umani la scabbia è una malattia della pelle provocata da un acaro, un minuscolo parassita capace di penetrare lo strato più esterno dell’epidermide e incistarsi lì per portare a compimento il suo ciclo vitale mediante la deposizione delle uova.

Scabbia: sintomi

Tra soggetti adulti la trasmissione della scabbia avviene per lo più attraverso la via sessuale. Il rischio di contagiarsi entrando in contatto con indumenti, biancheria o asciugamani è piuttosto basso, a meno che la scabbia non abbia provocato croste.

I sintomi più significativi della scabbia possono essere: prurito intenso, specie di notte; eruzioni cutanee; ulcere e ferite provocate dall’irrefrenabile impulso a grattarsi.

Malgrado quel che si sarebbe portati a pensare, la scabbia può colpire persone di qualunque ceto, senza distinzione neppure di sesso e di età.

Ancora fino a una quarantina di anni fa era raro incontrarla, ma in anni più recenti questa malattia ha conosciuto una nuova e inaspettata diffusione.

Non si è capito esattamente perché questo sia accaduto, ma si sa che ci sono alcuni fattori e circostanze che ne agevolano la diffusione.

In Occidente questi fattori possono essere una scarsa igiene, abitudini di vita promiscue, frequenti viaggi all’estero, talvolta il ricovero in clinica o ospedale e non importa quanto siano curati quanto a igiene.

Una infestazione da scabbia può verificarsi in qualunque stagione, ma d’inverno è più frequente per via della maggiore possibilità di assembramenti di persone in luoghi chiusi.

La diagnosi si fa grazie all’osservazione dei sintomi.

Scabbia: cause

La causa scatenante della scabbia è un acaro, il Sarcoptes scabiei, che è praticamente invisibile a occhio nudo. Tra l’altro quella con l’uomo per il Sarcoptes è una convivenza obbligata, nel senso che questo animaletto non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana (si ritiene 36 ore).

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Dopo l’accoppiamento gli acari maschi rimangono sulla pelle, mentre le femmine ci scavano una specie di tunnel in cui deporre le uova.

Le uova si schiudono dopo tre o quattro giorni. Le larve a loro volta scavano mini gallerie nella pelle in cui rimangono fino a che non maturano.

Questo ciclo dura da 10 a 13 giorni, mentre la vita dell’acaro si conclude dopo quattro/sei settimane.

Scabbia: cura

La scabbia non guarisce da sola. La buona notizia, però, è che per guarirla di solito basta una sola applicazione della cura prescritta dal medico, che di solito consiste in una pomata da applicare su tutto il corpo, testa esclusa.

La brutta notizia è che la guarigione dalla scabbia non comporta immunità, per cui chi ne è guarito può prenderla di nuovo.

I nostri animali domestici non sono capaci di contagiarci con la scabbia umana, ma possono essere colpiti da un acaro differente, che però non riesce a infestare gli esseri umani.

Se ci si rende conto di essere venuti in contatto con una persona malata di scabbia, bisogna subito consultare il medico.

Questi prima di decidere l’eventuale trattamento dovrà valutare diversi aspetti: di che tipo di scabbia si tratta (quella a croste è la più infettiva); il grado e la durata del contatto: una stretta di mano è pressoché innocua, diverso in vece il caso di un contatto sessuale; quando è avvenuto il contatto, se prima o dopo il trattamento del soggetto.

Queste idee valgono oro… Altro che lattine!