Se sei vegano, attento alla pasta: non sempre è priva di componenti di origine animale

se sei vegano attento alla pasta

Se sei vegano, attento alla pasta.

Intanto vediamo di richiamare qui, in breve, il significato della parola “vegano”. Chi è vegano evita di mangiare tutto ciò che è di origine animale: principalmente carne, latte e uova.

Per quanti aderiscono a questo movimento, che non è solo salutistico ma anche etico, il cosiddetto veganismo comporta tre vantaggi: evita che si maltrattino gli animali e che vengano macellati; elimina alcuni rischi per la salute e infine riduce l’impatto sull’ambiente.

Basti pensare solo al consumo d’acqua: un manzo può consumare più di 80 litri di acqua al giorno, un maiale oltre 20 litri e una pecora circa 10 (dati della North Dakota State University); una mucca da latte, durante la stagione estiva, può consumare fino a 200 litri di acqua in un solo giorno.

Se sei vegano, attento alla pasta

Ma veniamo alla pasta. Un vegano consapevole, che non voglia tradire la sua filosofia di vita, deve controllare con cura anche il tipo di pasta che decide di cucinare ogni giorno.

Sappiamo che la pasta secca è costituita di semola e farina, ma ce ne sono alcuni tipi nei quali sono contenuti anche degli additivi alimentari, e questi possono avere una origine animale.

Ci riferiamo, per la precisione, a certi tipi di pasta senza glutine in cui si possono rintracciare alcune sostanze stabilizzanti che vengono aggiunte per conferirle una migliore consistenza.

Si tratta di grassi che qualche volta possiamo trovare indicati sulla etichetta della confezione sotto la dicitura “mono e digliceridi degli acidi grassi” oppure con la sigla un po’ criptica di “E471”.

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Questo codice di numeri e lettere serve per l’appunto a indicare una origine animale degli additivi, che per solito vengono ricavati dal recupero di scarti di macellazione.

Ma anche la pasta fresca può porre dei problemi, a chi è vegano. Questo per l’ovvio motivo che di solito contiene uova (ma ci sono uova vegane al 100 per cento).

Infine, sempre nella pasta fresca, è possibile che ci siano conservanti come E201, E202 ed E203 (si tratta di sorbati: sono considerati generalmente innocui), che però non pongono problemi per i vegani, perché di origine non animale.

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