Svegliarsi un’ora prima può combattere la depressione, dice uno studio

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Svegliarsi un’ora prima può combattere la depressione, dice uno studio

Svegliarsi un’ora prima può combattere la depressione. Uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’università del Colorado sembra suggerire che svegliarsi almeno un’ora prima la mattina possa ridurre in maniera significativa il rischio di depressione.

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Lo studio, condotto da ricercatori dell’università del Colorado, del Massachusetts Institute of Technology e di Harvard, ha riguardato 840mila persone e sembra offrire un più che solido argomento a favore della convinzione che la propensione a dormire di più o di meno la mattina sia legata al rischio di depressione.

Si tratta del primo studio del genere che quantifica l’entità del rischio.

Ricerche precedenti avevano mostrato che i nottambuli hanno una probabilità doppia di ammalarsi di depressione rispetto ai mattinieri, indipendentemente da quanto dormono.

Ma siccome è noto che i disturbi dell’umore possono sconvolgere il ritmo sonno-veglia, gli studiosi hanno faticato assai per scoprire il nesso di cui parliamo.

Che vuol dire “mattiniero”?

Per capire di quanto esattamente era necessario anticipare la sveglia, il capo ricercatore Lyas Daghlas si è avvalso dei dati forniti dalla compagnia 23 and Me, che vende ai privati test genetici per scoprire le proprie origini etniche, e dalla banca dati biomedica UK Biobank.

Si sa che il “cronotipo” di una persona (se uno è mattiniero o nottambulo) è legato a più di 340 varianti genetiche e che la genetica di ciascuno spiega all’incirca tra il 12 e 42 per cento delle nostre preferenze relative al sonno.

Per capire come i geni influenzano i tempi del sonno, i ricercatori hanno valutato i dati relativi a queste varianti di più di 850mila pazienti anonimi, compresi 85mila di cui era stato monitorato il sonno per una settimana e 250mila che avevano invece risposto a un questionario sul tema. Questo ha permesso agli studiosi di ricavare un quadro piuttosto dettagliato.

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Nel campione più grande circa un terzo dei soggetti dichiaravano di essere mattinieri, il nove per cento nottambuli e il resto si collocava più o meno nel mezzo. In media, l’ora in cui la maggior parte raggiungeva il punto mediano della propria notte di sonno erano le tre antimeridiane, il che significa che andavano a dormire alle 23 e si svegliavano alle 6.

Sapendo questo, i ricercatori hanno guardato a un altro campione, che stavolta includeva informazioni genetiche e dati anonimi sulla diagnosi di importanti disturbi depressivi.

La domanda era: le varianti genetiche che rendono una persona mattiniera la proteggono anche dal rischio di depressione?

La risposta, molto netta, è sì.

23 per cento

Per farla molto breve, la ricerca ha concluso che se una persona che ha l’abitudine di andare a dormire all’una ci va a mezzanotte e dorme lo stesso numero di ore (svegliandosi quindi un’ora prima), il rischio di ammalarsi di depressione diminuisce del 23 per cento.

 

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