Trend Natale 2020: cinghia stretta a girovita

Quando si parla di trend di Natale, la mente corre alle decorazioni, all’abbigliamento, al trucco, alle ricette più sfiziose, ai regali più cool… e invece, questo 2020, ci vede con la cinghia stretta a giro vita. 

Il lockdown dell’autunno, anche se soft in alcune regioni e più strong in altre, penalizza lo spirito e il portafoglio dell’intera nazione.

Le serrande abbassate dai commercianti nelle zone rosse sono il primo segnale delle rinunce che saremo costrette a fare.

Ma non solo, il potere d’acquisto delle famiglie italiane è drasticamente crollato anche a causa della penalizzazione di alcuni settori che rappresentano un indotto per l’occupazione italiana. Pensate solo alla ristorazione, alle palestre, alle piscine, al turismo e ai viaggi, tutti pesantemente compromessi dallo stop causato dalla pandemia.

Indubbiamente la salute viene prima di tutto: la tutela dei cittadini, soprattutto degli anziani e dei più fragili, va promossa con impegno e attenzione massima.

Non è possibile, però, trascurare la gravità in cui imperversano alcune categorie, con effetti disastrosi per l’economia del nostro Paese. E poi, come se non bastasse, a ciò si aggiunge un carico di stress dovuto all’ansia e ai timori del nuovo dilagare del virus!

Ma cerchiamo di analizzare meglio la situazione per rendere meno gravoso il nodo che tutte sentiamo stringersi alla gola.

Trend Natale

Trend Natale 2020: cinghia stretta a girovita

Secondo il parare degli esperti, esiste una deadline per verificare la tenuta psicologica degli italiani: il Natale! 

Durante la prima ondata del contagio, quasi 4 milioni di famiglie sono state costrette a chiedere prestiti a familiari o ad amici.

Oggi non esistono più le stesse condizioni per trovare ancora solidarietà: la crisi si è estesa e ha coinvolto, via via, un numero più ampio di lavoratori.

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La categoria maggiormente colpita è stata quella dei piccoli commercianti! La gente, chiusa in casa per necessità o per timore, ha preso l’abitudine di ricorre sempre più alla spesa on-line, trascurando il canale tradizionale d’acquisto e abbandonando a se stessi i negozianti di paese o città. Una schiera infinita di piccoli imprenditori di se stessi si trova, quindi, in ristrettezze e difficoltà.

La speranza è che le nuove disposizioni governative possano proteggerli dal fallimento e, soprattutto, riescano in qualche modo arginare il dilagare del contagio. Solo così sarà possibile immaginare nuove riaperture alla vita entro i primi giorni di dicembre, con l’auspicio che la tradizione natalizia spinga il motore economico, per un nuovo balzo in avanti.

Ma le rinunce restano l’unica via per la salvaguardi del futuro. Dimentichiamoci tavolate infinite in famiglia e con gli amici. L’attenzione dovrà restare alta ancora, almeno fino a quando non si troverà una cura per il virus che ha stravolto il mondo intero. 

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