Tutti coloro che pensano di sapere tutto in realtà sono quelli che sanno di meno

Ci sono persone che su certi argomenti pensano di saperne molto più degli altri e che per questo ritengono anche che il loro punto di vista sia superiore rispetto a quello dei comuni mortali.

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Si tratta di quel genere di persone che ti può rovinare una serata. Tu per fare conversazione hai buttato lì una considerazione generica su un certo argomento e lui (o lei) ne approfitta per farti una quasi lezione universitaria di un’ora. Naturalmente senza nessuna possibilità di interrompere o poter arrischiare un punto di vista un po’ differente.

Adesso due ricercatori americani dell’Università del Michigan, Michael Hall e Kaitlin Raimi, hanno provato a verificare se questa pretesa di superiorità dei propri punti di vista (“belief superiority”) sia in qualche maniera fondata sui fatti o se invece sia campata per aria.

Beh, a farla molto breve la conclusione dei due studiosi è che la maggior parte delle volte questa credenza nella superiorità delle proprie convinzioni non ha alcuna base nella realtà.

Intendiamoci, ci sono argomenti sui quali non ci sono grandi spazi per il dibattito. A parte qualche squinternato, non c’è nessuno che oggi dubiti seriamente che la terra gira intorno al sole, che l’uomo è stato sulla luna o che il nostro pianeta ha la forma di una sfera un po’ schiacciata ai poli. Su tutto il resto, però, molto spesso è tutta questione di punti di vista.

La ricerca dei due ha cercato di verificare se le persone che esprimevano la convinzione nella superiorità del loro punto di vista su quattro specifiche questioni politiche fossero davvero in possesso di informazioni migliori rispetto ad altri partecipanti all’esperimento o se, quanto meno, mostrassero una maggiore attitudine a cercare di saperne di più su quegli argomenti.

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La verifica condotta da Hall e Raimi ha messo in luce che dietro questa pretesa di superiore conoscenza c’era in realtà una grande distanza tra quel che la persona credeva di sapere e quel che sapeva davvero.

La ricerca ha anche mostrato che, allorché veniva data loro l’opportunità di procurarsi informazioni aggiuntive, queste persone convinte di saperne di più avevano la tendenza a preferire le nozioni che confermavano le loro convinzioni.

Si tratta di una sorta di dimostrazione in sedicesimo di quel fenomeno che va sotto il nome di “camera dell’eco”: tutti noi, chi più chi meno, siamo indotti a preferire le cerchie sociali (vere o virtuali) in cui le opinioni prevalenti confermano i nostri punti di vista.

Il dato positivo dell’esperimento è che ha mostrato che in un certo numero di casi le persone convinte di saperne di più, poste di fronte alla prova della loro ignoranza, hanno mostrato la tendenza a informarsi meglio.

Non per sminuire l’importanza della ricerca, ma si tratta di cose che un certo Socrate ci aveva già spiegato un duemilacinquecento anni fa.

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