Un’isola di rifiuti di plastica alla deriva tra la Corsica e l’Isola d’Elba

Questo è un articolo triste, perché riguarda la comparsa di un’isola di plastica nel mare. Non è la prima isola di plastica che si trova nel mondo e ce ne sono altre molto più grandi, ma questa sta nel Mediterraneo e, difatti, si trova tra la Corsica e l’Isola d’Elba.

E’ davvero triste apprendere da France Bleu RCFM quanto segue: «Il Mediterraneo conta una nuova isola. Non è il frutto di un viaggio condotto da esploratori. No, ahimè no. È solo il risultato dell’inciviltà delle persone. Tonnellate e tonnellate di rifiuti di plastica stanno andando alla deriva nel Mediterraneo. Portati dalle correnti, formano un’isola lunga diversi chilometri tra l’Elba e la Corsica».

Il mare ci sta restituendo ciò che gli abbiamo dato in anni e anni di menefreghismo.

Per di più sembra che questo fenomeno nel mar Mediterraneo non sia affatto nuovo, così come afferma François Galgani, responsabile dell’Institut français de recherche pour l’exploitation de la mer (Ifremer) di Bastia: «Sfortunatamente il fenomeno non è nuovo. E’ una situazione che è cronica, vale a dire che la disposizione delle correnti fa sì che regolarmente ci siano delle concentrazioni molto alte in questa zona. Le correnti nel nord-ovest del Mediterraneo sono organizzate in maniera tale che l’acqua risale lungo la costa italiana e quando arriva sulla piattaforma continentale dell’isola di Elba, dell’arcipelago toscano, infatti non può passare e si accumula nel canale della Corsica ed è per questo che abbiamo densità più elevate. quando si hanno condizioni meteorologiche avverse, ad esempio il vento da nord-est in estate, abbiamo arrivi massicci sulla litorale della Corsica».

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Abbiamo ereditato un mondo bellissimo e lasceremo ai nostri figli e nipoti un mondo invivibile, tutto merito della plastica. Perché nessuno ripulirà quell’isola, a detta di Pierre-Louis Sardi di France Bleu RCFM, nessuno darà i soldi necessari per questa operazione: «Per pulire, bisogna che ci sia un certo valore per quello che andiamo a recuperare. Se stai cercando reti da pesca sul fondo, si tratta di oggetti che sono molto costosi, possono essere riparati, riutilizzati e quindi riciclati. Si può ripulire anche le spiagge perché danno un valore patrimoniale al sito e quindi vengono più turisti. Per contro, in mare, il problema è che i rifiuti galleggianti non possono essere riciclati. Sono molto degradati, ci sono materiali molto eterogenei. Ci sono diversi tipi di plastica e quindi costa molto molto molto caro riciclarli, quindi non lo si farà».

Ma c’è molto che noi possiamo fare: evitare tutto ciò che viene confezionato in plastica, autoprodurre il cibo, riciclare, usare contenitori di vetro e di altri materiali ecocompatibili, fare la giusta differenziazione dei rifiuti e fare pressione sui nostri politici affinché si diano da fare per togliere la plastica dalla circolazione e ripulire i mari!

E ricordate: quella plastica non solo inquina i mari, ma finisce sui pesci che poi vi mangiate!

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