Redazione Contatti Impostazioni Privacy

Fino al 30 novembre 2019 Salvador Dalì a Matera con “La persistenza degli opposti”

Pubblicità

Dal dicembre dell’anno scorso al complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci a Matera è aperta la mostra “Salvador Dalì – La persistenza degli opposti”.

Organizzata dalla società Dalì Universe, che è diretta da Beniamino Levi e che è specializzata in tutto ciò che riguarda il genio catalano, la mostra vede anche la collaborazione dell’associazione culturale Circolo La Scaletta e del Comune di Matera, che ha curato le installazioni sul territorio.

Pubblicità

Sono all’incirca duecento le opere di Salvador Dalí in esposizione. Tre sono di dimensioni monumentali: l’Elefante Spaziale, il Piano Surrealista e la Danza del Tempo II e sono state montate per le vie del centro storico di Matera.

Le altre, invece, hanno trovato “casa” nella assai suggestiva cornice del complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci: siamo proprio nel cuore dei celeberrimi Sassi. Si tratta di sculture, disegni, opere in vetro, libri illustrati e oggetti d’arredo.

“La Persistenza degli Opposti” è un percorso progettato per rappresentare i principali dualismi concettuali dell’arte di Dalí, che come si sa era uomo di opposti e contraddizioni.

La sua “invenzione” artistica consistette, fondamentalmente, nel fondere dal punto di vista visivo e concettuale idee apparentemente contrarie. Si tratta, come dire, della plastica rappresentazione del conflitto tra razionale e irrazionale che pervade tutta la sua opera.

Quattro i temi prescelti dai curatori: il Tempo, gli Involucri, la Religione e le Metamorfosi.

Pubblicità

Con l’avvento della Relatività einsteniana (1905), il Tempo non è più una costante universale, ma dipende dallo spazio. Si è fatto quindi “molle”, pieghevole e onirico, e in qualche modo minaccioso.

Gli Involucri sono la nostra parte “dura”, quella che mostriamo al mondo, ma dentro siamo morbidi, cedevoli e indifesi: rappresentazione plastica di questo, per Dalì, sono il riccio di mare e la lumaca.

La Religione: per Dalì è un’esperienza nella quale non si può più prescindere dall’avvento dell’era nucleare (con Hiroshima e Nagasaki); per lui ormai la religione non può che essere filtrata attraverso l’ossessione scientifica.

Le Metamorfosi: sono lo strumento che fa salire alla superficie le pulsioni dell’inconscio.


Potrebbe interessarti anche...